di Salvatore Condito
In questi giorni c’è grande fermento per l’arrivo del cantante Jovanotti che si esibirà lungo la strada che conduce all’Università “Magna Graecia” di Germaneto di Catanzaro.
Un evento atteso da fans provenienti da tutta la Regione.
Proprio in queste ore sono partite, quasi come una liturgia, lamentele di esponenti politici che chiedono pulizia e manutenzione delle strade che portano alla zona del concerto, tra queste viale Europa.
Viene chiamata in causa la Provincia di Catanzaro che negli ultimi mesi è stata oggetto di critiche e attacchi per la mancata pulizia delle cunette dell’intero territorio.
Le accuse sono mosse da cittadini, associazioni, Codacons e spontanei comitati di quartiere.
La Provincia ha espresso difficoltà di bilancio per poter eseguire tali lavori che rientrano nella “manutenzione straordinaria”.
Le lamentele si sono indirizzate anche al grave incendio che ha colpito il bivio Nalini a Catanzaro Lido, biglietto da visita della città.
Sorprende e ci lascia senza spiegazioni che questo bivio si sia potuto incendiare: come mai non è stato valorizzato come area verde (con impianto di irrigazione, custodia delle palme e pulizia ordinaria).
Sembra quasi che nessuno veda e percepisca il valore dei beni pubblici in un’ottica di decoro per l’immagine della città capoluogo.
Tutto sembra straordinario, nessuno si indigna, ma soprattutto ci si chiede: perché questo avviene nell’indifferenza degli amministratori?
Tornando al concerto di Jovanotti e alle richieste di pulizia di Viale Europa, emerge una domanda: se la Provincia di Catanzaro è priva di fondi per la manutenzione straordinaria delle strade di competenza, perché non si interviene attraverso un’Ordinanza della Protezione Civile della Regione Calabria per venire in aiuto all’Ente intermedio.
È una vicenda già collaudata, quando alcuni sindaci dei comuni del vibonese, di fronte all’inerzia della Provincia, hanno protestato, ottenendo un intervento economico dalla Protezione Civile.
Questo territorio, ricco di energia, con i suoi eventi (concerti, festival, rassegne), rappresenta un’attrazione turistica e un indotto economico, ma manca di una visione di coraggio e amore per il proprio luogo. Il brutto e il degrado non possono diventare un elemento di arredo della nostra Regione.
Gli amministratori non possono cadere dalle “nuvole” ma devono assumersi le proprie responsabilità e, come un buon padre di famiglia, curare, amare e tutelare il proprio territorio, senza avere paura delle giuste critiche e delle rivendicazioni dei cittadini che pagano a volte tasse salate e senza avere i giusti servizi.
Forse è arrivato il tempo di guardarsi allo specchio.


