di Gianpiero Taverniti

Quando credi che questa terra comincia a risvegliarsi, comincia a sapere quello che vuole, a valorizzare un territorio con le propria storia e la propria identità, in giro per la Calabria apprezzi eventi di spessore, rievocazioni storiche, pali medievali, sagre identitarie che rafforzano il valore dell’indotto eno-gastronomico, si cominciano a vedere i turisti che finalmente escono dalla noiosa e lussuosa vita dei super villaggi che anche (in Calabria abbiamo) e lentamente cercano sul territorio, luoghi di nicchia ed eventi caratteristici.

Da narratore di questa terra, carpisci dei segnali positivi, rendendotene conto e “gongolando” di tutto questo. Ma a volte, per descrivere un qualche cosa, è obbligatorio farlo con una metafora, è quella che mi viene sui fattacci di Bivongi della serata del 17 agosto, dove nella prima del Mercato della Badia, giunta alla 31 esima edizione, è successo un fatto grave che non solo tocca Bivongi e i bivongesi, ma lede anche la fierezza e la dignità di tutti noi calabresi, verso gli italiani e verso tutti quei visitatori che in massa andavano a godersi una serata speciale nel centro reggino, tutti quei turisti e calabresi che si sono ritrovati con le loro auto danneggiate, avendo anche rischiato sulla loro incolumità, dopo aver percorso una strada piena di chiodi che solo l’ignoranza produce.

Già, una metafora, quella di tanti calabresi che quotidianamente portano al mulino della loro terra, un secchio di acqua chiara, trasparente e pulita e vedono che qualche ignorante, non volendo che la ruota possa girare in favore della Calabria, getta della melma o degli scarti, sporcando e magari bloccando la rotazione della crescita della stessa. Da cittadino calabrese, da narratore del bello di questa terra, non posso che non condannare questi gesti ed esprimere massima solidarietà al comune di Bivongi e a tutti coloro che anno dopo anno lavorano e s’impegnano, per offrire questo evento speciale che attira tantissimi visitatori e turisti.

In conclusione, se me lo consentite, aggiungerei solo un pensiero personale: “s𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗵𝗮 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼, 𝘀𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗴𝗴𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗼𝗺𝗲𝗿𝘁à, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗕𝗶𝘃𝗼𝗻𝗴𝗶 𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗮𝗹𝗮𝗯𝗿𝗲𝘀𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗯- 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗺𝗮𝗳𝗶𝗼𝘀𝗮, 𝗶𝗿𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼𝘀𝗮 𝗲 𝗽𝗮𝗹𝗲𝘀𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲. P𝗲𝗿 𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗮 sono 𝗶𝗻 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘂𝘀𝗰𝗶𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 “𝗿𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼” 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗻𝗼𝗺𝗲 𝗖𝗔𝗟𝗔𝗕𝗥𝗜𝗔, l’unica speranza è 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗮𝗻𝗼 𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘃𝗶𝗹𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗼.

FORZA BIVONGI, la Calabria positiva è con voi.

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