di Salvatore Condito
Potrebbe essere una definizione quasi da vocabolario, ma calca per filo e per segno il percorso dell’artista Gianni Verdiglione, un ‘provocatore’ spesso considerato rivoluzionario, che con le sue opere ha creato tendenza e avanguardia.
Spaziano dalla ‘strada della poesia’ a tutta una serie di performances che sul litorale ionico hanno ‘contaminato’ diversi paesi, insieme alla sua compagna Giovanna Sgambelluri, recentemente scomparsa.
Epigrafi, statue, installazioni di marmo, ma anche vere e proprie rappresentazioni che attraverso segni scritti hanno risvegliato sensi assopiti: un artista che tornando bambino è andato alla ricerca della memoria delle tradizioni, di storie nascoste e dimenticate.
Oggi, attraverso la semplicità degli elementi della sua comunicazione, è tornato a Badolato, riuscendo a formare un ‘cenobio’: il Bar del Fosso è diventato una vera e propria fucina di pensiero, di memoria pitagorica.
Gianni, con la sua ironia artistica e attraverso un coinvolgimento emotivo, ha radunato intellettuali e persone semplici per dialogare del presente e del passato, affrontando diverse tematiche, drammi sociali e quotidianità.
I problemi dello spopolamento della strada statale 106, delle condizioni sociali e politiche del suo paese: tutto con delicatezza e semplicità, una forma di dialogo che nei paesi, quando non esisteva internet e i mezzi di comunicazione, veniva sopperito con i tradizionali ‘dialoghi del mattone’, traducendo, la sera ci si riuniva davanti alle case dei rioni per parlare, dialogare e raccontare la giornata.
Un atto terapeutico in cui ogni individuo si raccontava e ascoltava l’altro, si creava un’armonia che univa le persone e le legava al senso della comunità.
Oggi tutto questo si è perso ma dal piccolo paese di Badolato l’artista Gianni Verdiglione lancia un’ennesima ‘provocazione’: i dialoghi del Bar del Fosso, un nuovo modo di confrontarsi.
Badolato, grazie all’impegno di questo straordinario personaggio, ha creato i presupposti artistici per essere ‘visitato’, non solo per le sue straordinarie bellezze (Chiese, monumenti, spiaggia cristallina e azzurra) ma anche per incontrarsi e immergersi nella semplicità di un dialogo franco e diretto con i suoi abitanti ‘curiosi’ di conversare e ascoltare.
Questo piccolo borgo oggi al centro di una rinascita politica e culturale, con tutte le straordinarie iniziative messe in campo da una serie di associazioni e di giovani imprenditori, può creare un nuovo modo di dialogo e di pensiero.
Sono tanti i turisti che hanno comprato casa per immergersi nel ‘silenzio’ della natura, per ascoltare il cicaleccio delle cicale, per sentire l’odore della terra e del mare, per ricevere un abbraccio e una stretta di mano.
Forse, in questo piccolo borgo abbarbicato sulla collina sta nascendo una speranza: l’umanità potrà salvarsi col dialogo e l’ascolto.


