di Leo Ravera

Impressioni di settembre è uno straordinario brano della Premiata Forneria Marconi PFM, noto gruppo del rock italiano dagli anni ’70 in avanti. La canzone ha tutte le caratteristiche tipiche del progressive rock. Testo, melodia, armonia ed arrangiamento non hanno infatti nulla da invidiare alle più note band inglesi.

Il testo ha argomento naturalistico, quasi bucolico. Il protagonista passeggia nella campagna all’alba, avvolto dai colori e dagli odori della natura, mentre pensa al senso della vita. Il tema non è nuovo, molti poeti romantici dell‘800 descrivono situazioni simili. Una situazione analoga si trova anche in I Talk To The Wind dei King Crimson. Il testo di Mogol riesce ad adattarsi alla musica in modo perfetto.

Impressioni di settembre è basato su una progressione armonica di otto misure, che si ripete sempre uguale. Gli accordi derivano principalmente dal modo dorico anche se il passaggio Gm Am Dm richiama la scala minore naturale.

Le prime due strofe sono uguali, la terza presenta invece una variazione. Pur mantenendo gli stessi accordi, la linea cantata sale infatti in un registro più acuto.

Sull’ultima parola della frase “sembra quasi che si perda” parte l’inciso strumentale, che è basato armonicamente sui quattro accordi iniziali della strofa. La frase è basata quasi completamente sulla scala minore ascendente, manca solo il VI grado.

L’inciso strumentale di Impressioni di settembre ha una suddivisione ritmica molto originale che alterna semicrome, crome e semiminime in modo sempre diverso.

La frase inizia sul Re sotto il rigo, si conclude sul Re un’ottava sopra (quarto rigo) e si muove quasi sempre diatonicamente. Si tratta in gran parte di una semplice scala minore, ma la suddivisione ritmica la rende molto interessante. Inoltre, il pezzo cresce molto in questo punto, raggiungendo il climax dal punto di vista dinamico.

Impressioni di settembre è stato il primo singolo della PFM, pubblicato nell’ottobre 1971 dalla casa editrice Numero Uno, è stato anche il primo brano italiano nel quale fu impiegato il sintetizzatore moog, così caratteristico della musica degli anni ’70. Per utilizzare lo strumento, assai raro e molto costoso, la band dovette chiederlo in prestito all’importatore, che fortunatamente acconsentì.

Sull’altro lato del disco 45 giri si trova il brano dal titolo La carrozza di Hans, presentato dalla band al Festival di avanguardia e nuove tendenze di Viareggio, dove si era qualificato al primo posto a pari merito con gli Osanna e Mia Martini. Quelli erano anni di grande fermento della scena musicale italiana, rock in particolare.

Impressioni di settembre è un capolavoro assoluto del rock progressive italiano. Pur essendo contenuto nel primo album della Premiata Forneria Marconi, rappresenta a mio parere anche il punto più alto raggiunto dalla band.

 

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