Profondo rosso è un famoso film horror di Dario Argento, la colonna sonora suonata dai Goblin è forse ancora più nota. Proviamo ad analizzarla per scoprire come si compone la colonna sonora ideale per un film horror.

Spesso la colonna sonora rimane in secondo piano ed è solo un sottofondo alle scene del film. A volte la musica diventa invece parte fondamentale del film, per cui non riusciamo più ad immaginare un certo film senza la sua musica.

Giusto per fare qualche esempio: possiamo immaginare 2001 Odissea nello spazio senza le musiche di Strauss e Ligeti? Oppure pensare al film Titanic senza la canzone di Celine Dion?

In rari casi, la musica diventa più importante e più nota del film stesso. Nel caso di Profondo rosso la musica è protagonista assoluta. Ecco alcuni elementi che possono spiegare l’efficacia della colonna sonora suonata dai Goblin per il film di Dario Argento.

Per prima cosa, dobbiamo considerare che Profondo rosso è un film horror: la paura è un’emozione incontrollabile e semplice, un istinto animale primordiale.

È sicuramente più facile mettere in musica la paura, piuttosto che il sentimento del protagonista di C’era una volta in America quando pensa “ti amo, ma adesso ti farò del male per allontanarti da me, per il tuo bene”.

Immaginatevi di essere un musicista e di ricevere la richiesta di musicare un sentimento simile. Come fa la musica ad esprimere concetti ed emozioni complessi? È decisamente più facile mettere in musica emozioni semplici ed elementari, come amore, odio, paura.

Una colonna sonora per mettere in musica la paura.

Vediamo dunque come fanno i Goblin a mettere in musica la paura. Il celebre tema di Profondo rosso utilizza tre espedienti musicali ben precisi.

1) L’ossessività: il mostro che ti insegue e non si stanca mai.

Nei nostri incubi, il mostro che ci insegue è sempre risoluto e determinato. Per esprimere l’ossessività, la colonna sonora di Profondo rosso è composta da una serie continua di figure di croma. La melodia è ossessiva, priva di pause e di ripensamenti.

Il tema principale di Profondo rosso.

Il fraseggio è fitto, senza pause. La melodia è dunque incalzante, serrata. Vediamo un secondo espediente musicale, usato per rendere la musica ancora più inquietante.

2) Il tempo dispari: così ti tolgo il respiro.

Qualunque brano musicale ha un tempo di base, i più comuni sono 4/4 e 3/4. Di solito il tempo stabilito all’inizio vale per tutto il brano. Profondo rosso invece alterna misure pari (4/4) con una misura dispari (3/4). Questo elemento dispari rompe l’uniformità del brano, ed in qualche modo ci toglie il respiro rendendo la musica ancora più ossessiva.

3) La dinamica. I passi del mostro che si avvicina.

Nella colonna sonora di Profondo rosso le dinamiche sono utilizzate in modo magistrale. Al minuto 1’12” possiamo sentire che il brano si svuota e la melodia riparte su un pianissimo, per poi crescere gradualmente.

Questo espediente fa pensare ai passi del nostro inseguitore che si avvicina, inesorabile. I tre elementi chiave di Profondo rosso sono dunque le frasi fitte, il tempo dispari e le dinamiche che calano improvvisamente e poi crescono piano piano. Ecco cosa fa di questo brano una colonna sonora ideale di un film horror.

Per completare l’analisi musicale di Profondo rosso, due parole sull’armonia. Si tratta di un brano armonicamente molto semplice, suonato per intero su due soli accordi: Am e F. Il secondo tema usa ancora l’accordo di Am, mentre la parte B è basata sull’accordo di Fa.

Questa semplicità dell’armonia ci fa tornare al principio del nostro ragionamento: la paura è un sentimento semplice, che tutti conosciamo. Non servono tanti accordi, bastano poche note, purché siano ossessive, incalzanti, spietate. Proprio come l’assassino di Profondo rosso.

Leo Ravera

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