CATANZARO – «La Calabria brucia da nord a sud: autostrade bloccate dal fumo sul Pollino, fiamme a ridosso delle abitazioni nel Vibonese e nel Catanzarese, roghi in aree industriali e depositi nel Crotonese. Di fronte a questo scenario drammatico, la risposta della Regione rischia di rivelarsi un’illusione ottica se alle parole e alle strategie teoriche non seguono i fatti e le risorse sul territorio».

A denunciarlo è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, che ha depositato un’interrogazione urgente indirizzata al Presidente della Giunta e agli Assessori competenti per fare luce sul grave corto circuito tra la programmazione regionale antincendio (Piano AIB 2026) e la reale situazione in cui versano gli Enti locali e la rete viaria calabrese.

«Il Piano AIB della Regione – spiega Barbuto – indica nella prevenzione e nella pulizia delle fasce di interfaccia e dei margini stradali gli elementi chiave per evitare che gli incendi si propaghino. Ma la realtà che ci rappresentano le Province è sconfortante e delinea un vero e proprio abbandono dei territori».

A confermare il quadro è una risposta formale del Settore Viabilità della Provincia di Catanzaro al Codacons, che evidenzia numeri impietosi: «Per garantire la manutenzione di circa 1.800 km di rete stradale – sottolinea la consigliera M5S – la Provincia dispone di soli 15 operatori su strada. Considerato che le pertinenze da ripulire su entrambi i lati superano i 3.000 km, ci troviamo di fronte a un carico ingestibile. A causa dei continui tagli ai trasferimenti statali e regionali, l’Ente non è in grado di assicurare gli interventi minimi di sfalcio dell’erba e pulizia delle cunette, e la ridotta disponibilità dei bandi rischia persino di far andare deserte le gare per le ditte esterne».

«Siamo davanti a un corto circuito istituzionale inaccettabile», incalza l’esponente del Movimento 5 Stelle. «Da una parte la Regione approva piani antincendio dettagliati; dall’altra lascia Province e Comuni a secco di risorse ed energie umane, trasformando i cigli delle nostre strade in vere e proprie micce pronte a devastare boschi, centri abitati e attività commerciali. A questo si aggiungono i dubbi e le perplessità sollevate da operatori sul campo circa l’effettiva incisività dei sistemi di monitoraggio e sorveglianza tramite droni».

Con l’interrogazione presentata, Elisabetta Barbuto chiede alla Giunta regionale risposte immediate e impegni concreti su: fondi straordinari urgenti da destinare alle Province e ai Comuni calabresi per lo sfalcio della vegetazione secca e la bonifica dei margini stradali; un coordinamento reale tra Piano AIB e capacità operativa degli Enti locali per superare il divario tra teoria e realtà; un’attenta verifica sull’efficacia e sulla resa dei sistemi di monitoraggio droni e della Control Room regionale e un piano straordinario di bonifica delle cunette e dei rifiuti abbandonati lungo le carreggiate per tutelare l’incolumità degli automobilisti e la salute dei cittadini.

«La prevenzione non si fa a parole o con i proclami a mezzo stampa – conclude Barbuto – ma garantendo agli Enti di prossimità i mezzi e le risorse per mettere in sicurezza il territorio prima che scoppi l’emergenza. La Giunta intervenga subito prima che la situazione diventi irreversibile».

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