di Salvatore Condito
Solenni celebrazioni religiose hanno avuto luogo l’undici maggio u.s., presso il santuario diocesano della Vergine Immacolata, Nostra Signora dello Scoglio, a Santa Domenica di Placanica, in occasione dell’anniversario della prima apparizione della Madonna.
Tale è data considerata la più importante e significativa dell’anno per il celebre e rinomato luogo di culto mariano calabrese e mondiale. Le funzioni liturgiche sono state presiedute dal vescovo della diocesi di Locri – Gerace, Monsignor Francesco Oliva, alla presenza di migliaia di fedeli giunti da numerose regioni d’Italia e anche dall’estero, a testimonianza della consolidata devozione verso Nostra Signora dello Scoglio. L’11 maggio rappresenta la data simbolo dello Scoglio benedetto, poiché ricorda l’anniversario della prima apparizione della Madonna. Una ricorrenza vissuta quest’anno con particolare intensità spirituale, essendo la seconda celebrazione dopo l’ottenimento del nulla osta del Dicastero per la Dottrina della Fede, disposto con documento firmato da Papa Francesco. Un riconoscimento che ha segnato un momento storico per il santuario e per l’intera comunità dei devoti.
Il programma religioso è stato particolarmente intenso e partecipato. Le celebrazioni sono state precedute, il dieci maggio, da una suggestiva veglia di preghiera e dalla tradizionale fiaccolata serale, culminata nella solenne processione con la statua della Madonna venerata dai fedeli e con la Santa Messa. Momenti di forte spiritualità e raccoglimento hanno caratterizzato l’intera giornata dell’undici maggio, vissuta con profonda emozione dalla fiumana di pellegrini presenti allo Scoglio benedetto. L’afflusso straordinario di persone ha confermato ancora una volta il ruolo del santuario quale importante centro di fede, preghiera e devozione mariana, capace di richiamare ogni anno migliaia di visitatori da ogni parte del mondo. Di seguito riportiamo la testimonianza dell’esperienza mistica vissuta da Fratel Cosimo, da lui resa, su indicazione del vescovo, nella speciale giornata: “Con somma gioia, sono lieto di porgere un cordiale saluto ai Reverendissimi Vescovi per la loro presenza: a Mons. Francesco Oliva, nostro vescovo, della Diocesi di Locri-Gerace, a Mons. Giuseppe Morosini, a Mons. Francesco Milito, ( e ) a Mons. Leonardo Bonanno. Un saluto rivolgo a tutti i sacerdoti, ai diaconi, e a tutti quanti voi carissimi pellegrini, devoti della Vergine Immacolata Nostra Signora dello Scoglio. Siate tutti benvenuti e accolti dall’amore materno della Vergine Santa.
Tra le tante voci che si susseguono nel mondo, e sono veramente tante, una voce si fa sentire sempre di più, e risuona spesso alle nostre orecchie, è la voce di S. Domenica di Placanica, da quando in quel famoso 11 Maggio dell’anno 1968 la S. Madre di Dio discese dal cielo, e venne a visitare questo remoto angolo di Calabria. Oggi, nel suo 58° anniversario siamo qui riuniti come ogni anno ai piedi dello Scoglio Benedetto, per rendere grazie ancora una volta al Signore, per il grande dono della sua Santissima Madre. In quest’ora difficile della storia umana, in cui il mondo è segnato da guerre e conflitti, vogliamo pregare la Santa Vergine, affinché ci ottenga dal Cuore misericordioso di Gesù, la pace tanto sperata per tutto il mondo. Quella pace vera, promessa da Gesù nel Vangelo di Giovanni al cap. 14 v. 27: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi”. Ed ora, con questi sentimenti di pace nel cuore, passo ad introdurre la testimonianza sull’esperienza spirituale che ho vissuto l’11 Maggio dell’anno 1968, e che ha trasformato interamente la mia vita. All’uomo geraseno, di cui parla il Vangelo di Marco al cap. 5, disse Gesù dopo averlo guarito e liberato dal demonio: “Torna a casa tua, vai e racconta a tutti quello che il Signore ha fatto per te”. Queste parole di Gesù oggi, mi sono di sprone ancora una volta per condividere con voi la mia umile testimonianza, e lo faccio solo ed esclusivamente per dare maggior gloria al nostro Dio, e per edificare e rafforzare la nostra fede. La mia famiglia, in cui sono nato e cresciuto, era una famiglia povera, una famiglia di contadini, per cui anch’io come i miei genitori ho incominciato a lavorare in campagna, ad arare la terra con l’aratro trainato dai buoi e a pascolare anche il gregge. Tutto è successo in quell’indimenticabile giorno, come ho già detto, dell’11 Maggio dell’anno 1968, quando, dopo il tramonto del sole, al volgere della sera, terminata una lunga giornata di duro lavoro nei campi, mentre stavo rientrando a casa, giunto in prossimità dello Scoglio, improvvisamente mi vidi abbagliato da una grande luce. Non sapendo cosa fosse successo, cercavo di guardarmi intorno, e mentre lo facevo contemporaneamente, ho avvertito come un impulso interiore di voltarmi verso lo Scoglio, e vidi, proprio sulla sommità di esso, una giovane ragazza di una rara bellezza, in atteggiamento di preghiera.
Ho avuto tanta paura e stavo per scappare, perché mi venne in mente, proprio in quel momento, quanto mi raccontava mia nonna d’inverno presso il focolare, e cioè che nel mondo ci sono degli spiriti maligni che vanno in giro, e che bisognava portare addosso qualcosa di benedetto, per essere protetti. In quel preciso istante la giovane ragazza si mosse, e mi fece segno con la mano di non scappare dicendomi: “Non avere paura, vengo dal Paradiso, Io sono la Vergine Immacolata, la Madre del Figlio di Dio; sono venuta a chiederti di costruire qui una cappella in mio onore. Io ho scelto questo luogo, qui voglio stabilire la mia dimora e desidero che da ogni paese si venga qui a pregare”. Io ho creduto a queste parole, anche se più di una volta venivo assalito dal dubbio, perché pensavo potesse essere stato un inganno del diavolo, ma posso affermare in fede che la mia esperienza spirituale, alla giovane età di diciotto anni, ebbe proprio inizio da quell’incontro con la Santa Vergine. A partire da quel momento mi sono sentito come improvvisamente trasformato, la mia vita è cambiata in un istante, come se avessi ricevuto un cuore nuovo, una mente nuova, e una visione nuova. Una nuova vita che non potevo nemmeno immaginare. Ora vivo la gioia di Dio, nonostante le sofferenze fisiche che da tanto tempo mi accompagnano. Tutto è incominciato ai piedi dell’umile Scoglio. Per me oggi l’esperienza più bella e salutare è quella di continuare a vivere in una nuova dimensione di vita spirituale. E’ così che ebbe inizio la mia vocazione cristiana: man mano che i giorni passavano, mi sentivo interiormente pervaso da uno spirito di carità, di amore, di misericordia e di compassione verso il prossimo, in particolare verso i malati e i sofferenti. Così, spinto da questa forza interiore, senza nemmeno accorgermene, mi sono trovato a svolgere in favore del prossimo, un continuo servizio di ascolto. L’esperienza che da più di mezzo secolo sto vivendo nell’incontro e nel rapporto con le persone di ogni ceto sociale, mi ha insegnato molte cose.
Dal 1968 ad oggi penso di aver incontrato solo a colloquio privato milioni di persone, e ascoltato storie tragiche di ogni genere, oltre che a malattie, dolori e sofferenze fisiche, spirituali e morali. Questo ministero di ascolto, nonostante sia abbastanza pesante, l’ho sempre fatto e continuerò a farlo con tanto amore e dedizione, fin quando Dio vorrà. Nel praticare il servizio di carità cristiana attraverso l’ascolto, intuisco sempre di più che le persone di ogni categoria, gente comune, professionisti, personaggi dello spettacolo, persone di scienza, sentono un immenso bisogno di essere ascoltate, di confidarsi, manifestandomi le loro pene, le loro ansie e i loro affanni, e il peso dei loro fardelli. Accolgo ogni confidenza e ogni loro oppressione, e assistito e sostenuto dalla grazia di Dio e dalla forza dello Spirito Santo, cerco di dare a tutti un indirizzo cristiano, una parola di conforto, di luce, di consolazione e di speranza, raccomandando tutto e tutti al Signore, nella preghiera. Ascolto anche tanti sacerdoti e suore provenienti da diverse diocesi d’Italia e anche dall’estero, come pure vescovi. Il compito affidatomi dalla Santa Vergine consiste non solo nella testimonianza evangelica, ma anche nella realizzazione di questa grande opera che la Madonna ha voluto, e che a me sta tanto a cuore portarla a compimento. La Santa Vergine ebbe a dire: “Qui desidero un grande centro di spiritualità dove le anime troveranno pace e ristoro”. In tutti questi anni mi sono totalmente prodigato dando l’anima e la vita nell’impegno, riguardo la costruzione strutturale dell’opera. Di certo non è stato facile per me, affrontare enormi sacrifici, difficoltà, persecuzioni, dure prove, ma sostenuto sempre dalla grazia del Signore, e incoraggiato dalle parole della Santa Vergine non mi sono mai avvilito. Ella mi disse: “Non ti mancheranno tribolazioni e sofferenze, non ti scoraggiare io sarò con te e ti sosterrò con la mia mano”. Con la forza di queste parole, senza sgomentarmi, ho affrontato gli ostacoli, le difficoltà e le prove. Miei cari, ringrazio ancora una volta il Signore per aver trasformato la mia vita, mediante l’incontro con la sua Madre Santissima, da un rozzo contadino quale ero, in un operaio della sua vigna. E dopo che il Signore mi ha dato una vita totalmente nuova, ora, posso ripetere con San Paolo: “Le cose vecchie sono passate, ecco che ne sono nate di nuove”. A Dio sia tutta la gloria. Dite Amen. Grazie per avermi ascoltato. Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo!”



