di Danila Letizia
La sua silhouette, nell’accezione della linea aggraziata della sua figura, al centro del palco, Drusilla Foer vestita di bianco lucido in un modello vagamente evocativo di quello di Marilyn Monroe in “Diamonds are a girls best friends”, cattura da subito l’attenzione e fa crescere le aspettative con lei nei panni di Venere che sono state ampiamente superate in questo spettacolo inserito nel cartellone messo a punto da Antonietta Santacroce.
Una divinità che si presenta già alle prime battute con tutte licenze “poetiche” delle dive di una volta, annoiata dalle comuni usanze mortali e convinta nei suoi capricci e pretese di essere ascoltata, vista e creduta.
Drusilla, in proscenio con alle spalle un grande specchio che con un mirabile gioco di luci e di narrazione fa sì che rimanga ad un certo punto illuminato come una grande tela su cui riflesso è il pubblico con lei invece al buio ma con un effetto vocale macabro che ricorda la Galadriel del Signore degli anelli alle prese con la parte oscura di sé.
Così rimane per alcuni minuti parlando degli altri Dei dell’Olimpo e della vicenda della creatura chiamata Psyche ed amata dal figlio Amore Cupido, una storia nota a noi grazie ad Apuleio che all’interno della sua opera “Le Metamorfosi” ritrae Psiche, essere terreno dalla bellezza eguale a Venere che diventa sposa di Amore–Cupido, senza, tuttavia, sapere chi sia il marito, che le si presenta solo nell’oscurità della notte ed istigata dalle sorelle invidiose a scoprire la sua identità venendo meno così alla prova di Fede richiesta invece dall’amato.
Scritto da Drusilla Foer e Giancarlo Marinelli per la regia di Dimitri Milopulos, la Foer è affiancata in scena soltanto da Elena Talenti prima nelle vesti della domestica fidata poi in quelle di Psyche ed alla fine anche come compagna di canto e danza nonché di appartenenza comune toscana dal momento che, alla fine, intonano anche una canzone insieme di tradizione regionale.
Il Teatro completo in ogni ordine di posti fino al loggione le ha tributato lunghisimi applausi.
Il suo talento attraversa anche il cinema e la musica: nel 2022 ha ricevuto il Nastro d’Argento per il cameo nel film Sempre più Bello ed è tra i protagonisti della seconda stagione della serie Netflix Tutto chiede salvezza, premiata con il Nastro d’Argento 2025.
“Venere nemica – racconta Drusilla – è la storia di una vecchia dea che a un certo punto della sua interminabile vita abbandona l’Olimpo perché non ama la classe dirigente di dèi capricciosi, vendicativi, immaturi. Decide di stare fra gli uomini perché hanno quell’urgenza di vivere che è possibile solo se si conosce la mortalità. Una dea simpatica, che si arrabbia, che beve lo champagne e si ubriaca, che fa i bollettini… Alla fine questa Dea è veramente più simile a tutte noi?”. La competizione tra suocera e nuora, il tempo che passa e la bellezza che sfiorisce, l’amore possessivo di una madre e l’eterno conflitto tra uomini e dei: sono tanti gli argomenti toccati dal racconto. “In qualche modo bisogna riempire questo tempo della nostra vita – aggiunge la protagonista – con tutto ciò che possiamo per essere felici, per portare amore, per avere amore verso di sé e verso gli altri. È una bellissima storia, tutta un po’ impiastricciata dalla mia scrittura, uno spettacolo, certamente con dei temi importanti”.



