di Carlo Callegari – Partito Animalista Italiano

Il referendum confermativo sulla riforma della magistratura convoca i cittadini italiani nel ruolo di legislatori a scegliere tra l’ordinamento giurisdizionale elaborato e approvato il 22 dicembre 1947 con 453 voti favorevoli e 62 contrari e l’ordinamento Nordio risultante dalla riscrittura degli articoli costituzionali 87, 102, 104, 105, 106, 107, 110.

Definire tale ampio intervento sul testo originario una revisione conforme all’articolo di autotutela costituzionale 138 è un travisamento di significato, perché la rottura dell’unità dell’ordine giudiziario con la separazione delle carriere, sottoponendo l’iniziativa dell’azione penale del Pubblico ministero ai condizionamenti degli interessi politici dell’esecutivo, come avviene negli Stati in cui la separazione è legge, altera l’equilibrio dei poteri, di cui è smanioso l’attuale Governo italiano, che, a conferma, in occasione di qualsiasi provvedimento della magistratura in applicazione della norma lamenta i limiti della legalità repubblicana, reclamando una licenza d’azione illegittima al confine con l’eversione.

Dopo l’approvazione notarile, alla stregua di una foglia di fico della protervia di un esecutivo che si fa costituente, di un Parlamento senza rappresentanza né rappresentatività sia per la legge elettorale e le liste bloccate, sia per la riduzione dei deputati e dei senatori, insomma, di un Parlamento di legislatori che non dibattono ma obbediscono, la sorte della Costituzione e dello Stato di diritto passa alla decisione del cittadino-legislatore.

L’ordinamento giudiziario candidato a subentrare a quello vigente comporta: 1) la scissione dell’unico ordine giudiziario di magistrati vincolati dalla comune finalità dell’accertamento dei fatti nell’interesse generale della comunità, in due ordini reciprocamente diffidenti e in competizione per l’interesse divergente della funzione requirente con la funzione giudicante; 2)il conseguente raddoppio del Consiglio Superiore della Magistratura , postulata la divergenza degli interessi di autotutela; 3)l’istituzione di una inedita Alta Corte disciplinare con facoltà giurisdizionale, organo esterno di vigilanza sulla condotta dei magistrati, nota a-priori la loro predisposizione professionale agli accordi extra legem;4)la composizione dei collegi elencati per sorteggio, potendo confidare razionalmente solo nella provvidenza del caso, per non indurre in tentazione i magistrati.

È deplorevole che il cittadino-legislatore, al bivio di una scelta cruciale tra due ordinamenti giurisdizionali di disegno teorico e politico antagonistici, non possa disporre di una informazione competente e chiarificatrice dei dubbi e delle incognite alternativa alla propaganda faziosa e disorientatrice dei due fronti attestati su posizioni ideologiche, incomunicabili per miseria culturale.

Deplorevole ma comprensibile nelle stagnanti condizioni di civiltà deteriorata, poiché sapienza e conoscenza teorica, coscienza storica e politica rigore morale e spirito costituente non si ereditano né si improvvisano.

I padri costituenti, recuperata la libertà dalle macerie del fascismo e con essa il destino degli italiani,si imposero e mantennero di edificare la Repubblica sui valori liberali e democratici, ripartendo il potere sovrano in sfere di competenza autonome e indipendenti.

Senza l’indipendenza e l’autonomia della magistratura a fondamento della legalità a tutela dei diritti della persona lo Stato di diritto è inconcepibile. Quello spirito costituente, che, come fonte ideale vivifica di significato sempre attuale, la lettera della nostra Costituzione, interpella la coscienza di ciascuno ad essere degno del dovere civico della scelta referendaria.

Nella riforma-Nordio, motivata dal sospetto, dal discredito e intenti punitivi verso la magistratura, non può rilucere nessuno spirito costituente, senza cui la sua lettera autorizza l’interpretazione di un tentativo di far retrocedere il diritto a norma di Stato, che deve essere respinto al mittente con tale impeto da scoraggiare ulteriori apprendisti stregoni.

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