di Domenico Narda
Convegno di grande rilevanza ieri presso l’Hotel residence Baia dell’Est di Stalettì, con numerose e qualificate presenze per discutere della legge 150 del 2000, che disciplina le attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni.
L’ingegnere Massimo Stirparo, proprietario della struttura ha dato la disponibilità non solo per la manifestazione ma addirittura per la creazione in loco di una sede permanente per il “Centro di Formazione per la Comunicazione Pubblica”.
Presenti oltre i giornalisti a vario titolo, le forze dell’ordine ed il prefetto di Catanzaro dott. Castrese De Rosa, mentre al tavolo dei relatori si sono alternati Pasquale Mancuso, consigliere nazionale dell’associazione comunicazione pubblica e istituzionale, Giuseppe Soluri, presidente ordine dei giornalisti di Calabria, Marco Magheri, segretario generale dell’associazione CPI, Pier Virgilio Dastoli, presidente movimento europeo.
Dopo i saluti di rito dei relatori e del sindaco del comune ospitante, Mario Gentile, Marco Magheri ha ringraziato per l’organizzazione della kermesse il giornalista Salvatore Condito ed è entrato nel vivo della discussione: “La comunicazione è un dovere delle amministrazioni, inoltre quando è ben fatta riduce gli sprechi, attiva le iniziative democratiche e favorisce l’inclusione. Prima della legge avevamo cittadini sudditi e istituzioni che potevano centellinare le informazioni, con l’introduzione dell’obbligo della trasparenza si è dato avvio al controllo sociale dei fatti amministrativi”. Con le nuove norme si è alzato il livello di responsabilità e impegno da parte degli attori pubblici, ha concluso il segretario nazionale, spostando l’attenzione su alcuni valori e alcuni principi fino ad allora trascurati. Coltivare la relazione con i cittadini aiuta a limitare la disaffezione verso la politica, cosa che si registra ogni volta che ci sono delle consultazioni elettorali.
Subito dopo, da remoto, è intervenuto il sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro: “La ricorrenza dei 25 anni della promulgazione della legge 150 ha un valore che va oltre la mera manifestazione di rievocazione, la legge ha permesso un cambio di passo nelle relazioni fra amministrazioni pubbliche e cittadini” ha esordito la parlamentare “imponendo trasparenza imparzialità ed efficacia, spiegando scelte e decisioni da parte delle istituzioni e consentendo alle persone una valutazione dei fatti amministrativi”. L’onorevole Ferro si è poi soffermata sulla necessità di gestire con attenzione il flusso di informazioni che quotidianamente investono le amministrazioni pubbliche, perché se le nuove tecnologie hanno aperto la porta ad un nuovo ed efficace modo di risolvere i problemi, hanno tuttavia anche permesso l’uso sconsiderato di notizie false o manipolate fatte girare sui mezzi di comunicazione. Ha poi stigmatizzato la perdita di capacità dei politici di esprimersi attraverso il confronto delle idee, contentandosi invece di slogan e semplificazioni che impoveriscono il dibattito democratico. Le PA però devono saper filtrare le
informazioni, parlare ai cittadini con linguaggio comprensibile, con coerenza, con chiarezza, evitando la tossicità di alcuni messaggi.
Si sono poi succeduti negli interventi tutti gli altri presenti iscritti nel programma della manifestazione fra cui Mario Arcuri dell’ufficio comunicazioni dell’Arcidiocesi di Catanzaro che ha posto l’accento sulla necessità di ascoltare soprattutto i cittadini anziani che si sentono particolarmente dimenticati dalle Istituzioni. La Professoressa Angela Busacca dell’università di Reggio Calabria ha evidenziato come la sfida tecnologica e l’I.A. abbia bisogno di una governance particolarmente affidabile, perché oggi, rispetto alla creazione agli inizi del 900 di “Enigma” la macchina che
simulava l’intelligenza artificiale da parte di Alan Turing, è cambiata esponenzialmente la potenza di calcolo dei computer. È la stessa I.A. ma adesso la sfida si è fatta molto più complicata.
In videoconferenza ha poi esposto il suo pensiero Leda Guidi presidente associazione italiana CPI. “La trasformazione digitale ha costretto la pubblica amministrazione a creare un proprio linguaggio, ha definito principi, confini, strutture e competenze, una sfida che oggi si fa più complessa ma che bisogna affrontare per tenersi al passo con i tempi”.
I lavori sono ripresi nel pomeriggio e gli interventi che si sono susseguiti hanno chiarito le novità introdotte dalla PA in ordine alla creazione degli uffici stampa, degli URP (uffici relazioni con il pubblico) e della figura del portavoce. Ed infine ci si è dati un nuovo appuntamento per parlare ancora di un tema che ha bisogno di essere costantemente oggetto di studio.



