di Salvatore Condito
Memoria, storia e identità è la linea che identifica il culto di San Gregorio Taumaturgo, patrono di Stalettì: una figura imponente, venerata in tutto il mondo, per la sua vita di santità e di fede.
Nel corso dei secoli ha affascinato studiosi, scrittori, Papi che intorno a questo santo Vescovo di Neocesarea hanno scritto volumi per far conoscere la ‘freschezza’ di questo straordinario uomo che nella fede e nella evangelizzazione del messaggio di Gesù ha impostato tutta la vita fino al suo martirio.
Il Convento Cenobio Basiliano raccoglie le sue reliquie: i frati francescani ne hanno custodito la fede e la memoria nel tempo.
Dal primo novembre fino al giorno della festa, il 17, si celebra la Santa Messa con il responsorio “Accorrete popoli, venite fedeli” che nel testo celebra le virtù eroiche di questo santo: “I morti resuscitano, i demoni fuggono, gli odi si spengono“.
Questa tradizione, nel corso del tempo, è stata portata avanti da tutti i parroci che si sono susseguiti, con la consegna nel giorno della festa della tradizionale “Chiave” e della recita della preghiera di affidamento da parte del Sindaco della Comunità: un momento di intensa fede che riunisce emigranti e devoti intorno al Santuario.
In questi anni, diversi agiografi e studiosi si sono appassionati intorno alla figura di questo Santo e dottore della Chiesa. I loro studi hanno potuto ricostruire un itinerario storico per portare alle nuove generazioni, custodi della memoria, il culto della vita di San Gregorio Taumaturgo.
Diversi sono stati anche i gemellaggi con i luoghi dove questo Santo è conosciuto, vivificando la tradizione.
I giovani vivono un aspetto magari legato al momento ludico (fiera e gastronomia).
È necessaria una riconciliazione tra passato e presente attraverso la valorizzazione dei testi sacri, con un’opera di digitalizzazione per creare un “Museo della Memoria” che possa diventare presenza per tutte le future generazioni.
Sono tanti i figli di questa Comunità che nel silenzio, nella costanza e nell’impegno, come gli antichi Amanuensi Cassiodorei, tramandano la memoria del passato per offrirla al presente.
Oggi, serve un momento di confronto e di umiltà: questo piccolo borgo, che è una terrazza sul mare, deve riprendersi la sua storia e la sua identità.
Qui, ogni pietra, ogni angolo trasuda di storia, di persone che, con il loro sacrificio, la loro parola e i loro esempi, hanno lasciato una profonda eredità: ora è il momento di uscire da forme ‘autocelebrative’ per incontrarsi come Comunità vera.


