Foti, Maida e Rauti: “L’amministrazione Donato non ha presentato alcuna opposizione. Adesso rinuncino alle indennità per riparare i danni”.

“Un nuovo, pesantissimo atto giudiziario si abbatte sulle casse comunali di Chiaravalle Centrale. È stato notificato al Comune un decreto ingiuntivo da oltre 250 mila euro, richiesto dalla ditta aggiudicataria dei lavori sulla rete fognaria. Una cifra imponente, a cui si dovranno aggiungere interessi moratori e spese legali, destinata a gravare ulteriormente sui già precari conti pubblici”.

A denunciare la situazione sono i consiglieri comunali di minoranza Claudio Foti, Vito Maida e Giuseppe Rauti, che parlano senza mezzi termini di “amministrazione al capolinea”.

“Questo decreto ingiuntivo – dichiarano Foti, Maida e Rauti – non è un episodio isolato, ma l’ennesima prova di una gestione fallimentare. Da anni chiediamo senza esito l’elenco completo dei contenziosi in essere e dei debiti pendenti, ricevendo soltanto risposte parziali e lacunose. L’opacità è totale, e la città non può più tollerare un’amministrazione che tace sui problemi reali”.

Secondo i consiglieri di opposizione, la questione è ancora più grave perché, “trascorsi i 40 giorni previsti per opporsi al decreto, l’amministrazione Donato non ha presentato alcuna opposizione”. Una scelta – o una dimenticanza – che i consiglieri giudicano “incomprensibile e dannosa”.

“Il sindaco e la sua giunta erano perfettamente a conoscenza di questa situazione – aggiungono Foti, Maida e Rauti – ma hanno lasciato scadere i termini per agire. Così facendo, hanno compromesso ulteriormente le finanze comunali, già dissestate da tempo. È chiaro che qualcosa non funziona più: troppi errori, troppe dimenticanze, troppe inefficienze. Ci chiediamo a cosa stia pensando il sindaco, quali distrazioni lo stiano turbando, mentre la città affonda”.

La minoranza lancia anche una proposta forte: “La giunta Donato dovrebbe rinunciare alle indennità di carica per contribuire a riparare i danni causati dalla cattiva gestione”.

“Questa non è più una semplice richiesta, è una scelta obbligata – affermano i consiglieri –. Se i cittadini vengono costretti a pagare tasse e tributi, investiti addirittura da fermi amministrativi con il lievitare dei costi, pretendiamo che chi governa si assuma le proprie responsabilità. Rinuncino alle indennità e usino quei soldi per coprire almeno una parte dei debiti fuori bilancio che peseranno sulle spalle della comunità”.

Per Foti, Maida e Rauti, è il momento del “mea culpa”. “L’amministrazione Donato non è più in grado di garantire un governo serio e trasparente della città. Lo dimostrano i fatti, e purtroppo a pagare sono sempre i cittadini”.

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