Cari tutti,
in merito a recenti indiscrezioni e voci che mi riguardano, sento il dovere di intervenire per chiarire la mia posizione, nel rispetto delle istituzioni e della verità.
Per diversi anni ho avuto l’onore di presiedere la Consulta della Cultura di Chiaravalle Centrale. Un’esperienza ricca di valore umano, progettuale e civile, vissuta con spirito di servizio e mai con finalità politiche. Quando, per motivi professionali, mi sono trasferito fuori regione, ho rassegnato le dimissioni dal mio incarico, in piena coerenza con la nuova fase della mia vita fuori regione e sui cui passi non intendo tornare indietro. In segno di stima per il lavoro svolto, mi è stato conferito il titolo di presidente onorario, del tutto simbolico, privo di alcun ruolo operativo.
Da allora non ho più partecipato alle attività della Consulta, né ho avuto alcuna ingerenza o voce in capitolo nelle sue decisioni. Ho sempre considerato quella nomina come un gesto affettuoso da parte della comunità, che ho accolto con gratitudine, senza mai farne uso.
Tuttavia, negli ultimi tempi, pare che il mio nome sia stato trascinato nel dibattito politico locale per mere ragioni di parentela. Mio cognato, già consigliere di maggioranza, ha recentemente interrotto il suo rapporto con l’attuale sindaco. Questa circostanza ha evidentemente generato un clima di sospetto che ha finito, in modo del tutto irrazionale, per coinvolgere anche me, come se i legami familiari potessero automaticamente trasformarsi in linee di schieramento.
Apprendo da varie testimonianze, infatti, che si vada ipotizzando in luoghi pubblici non istituzionali – quali i bar del paese (!) – la mia imminente “espulsione” dalla Consulta, alla quale, come detto, non partecipo da tempo. Trovo curioso che un riconoscimento puramente onorifico diventi oggi oggetto di discussione politica. Peraltro, mi pare di vedere che i problemi di Chiaravalle, oggi, siano ben altri. Ma tant’è. Se questo è il livello, lascio volentieri campo libero.
Per evitare qualsiasi equivoco, strumentalizzazione o inutile dibattito, comunico sin d’ora la mia rinuncia formale alla carica di presidente onorario della Consulta della Cultura di Chiaravalle. Lo faccio non con amarezza, ma con rispetto per la mia storia personale e con la serenità di chi ha sempre agito alla luce del sole.
Resta intatto l’affetto per Chiaravalle e la riconoscenza per le tante persone con cui ho condiviso idee, eventi e progetti culturali. Al di là dei titoli e delle nomine, credo che l’amore per la propria comunità si dimostri nei fatti, non nei ruoli. E continuerò, nel mio piccolo, a coltivare questo amore anche da lontano, ovunque io sia, rassicurando chi avesse dei dubbi che non ho alcuna intenzione di tornare stabilmente in Calabria, tantomeno a Chiaravalle, se non per vacanza.
Con rispetto, per chi lo merita.
Francesco Pungitore
Cuneo, 09.06.2025


