Purtroppo è necessario fare estrema chiarezza su quanto riportato da tutte le testate in relazione alla selezione ex art. 110 del TUEL relativa all’incarico fiduciario di Responsabile di Area Amministrativa per 4 mesi a 12 ore settimanali.

È sconcertante constatare che alcuni consiglieri comunali non conoscano nemmeno l’ABC delle procedure amministrative e ignorino il funzionamento delle selezioni ex art. 110, quanto previsto nel regolamento comunale e quanto espressamente indicato nel bando.
Tali procedure non prevedono una valutazione assoluta basata su prove scritte e orali, come avviene nei concorsi pubblici, bensì si fondano su una procedura comparativa basata sulla valutazione dei titoli e su un colloquio, volto ad accertare – in relazione alla natura fiduciaria dell’incarico – la concreta idoneità del candidato rispetto alle funzioni da svolgere (Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 2867/2019).

Come indicato nel bando e dalla normativa vigente, la responsabilità del procedimento è attribuita al Sindaco, che individua il candidato più idoneo sulla base della documentazione presentata. La commissione istituita aveva il solo compito di effettuare una valutazione preliminare dei curricula, trasmessa al Sindaco con determina n. 41, senza alcun mandato a svolgere colloqui con i candidati.

Il Sindaco, esercitando la propria discrezionalità, avrebbe potuto convocare anche un solo candidato. Tuttavia, si è scelto di coinvolgere tutti i candidati ritenuti idonei, al fine di evidenziare la massima trasparenza del procedimento e garantire pari opportunità a tutti.
Nel bando era chiaramente indicata la necessità di una comprovata esperienza pluriennale, nonché di specifica professionalità nelle materie oggetto dell’incarico, con elevate competenze gestionali, deducibili dal curriculum. Purtroppo, alcuni concorrenti sembrano non aver nemmeno letto il bando, ritenendo erroneamente che l’incarico fosse un semplice posto di lavoro, cui sarebbe seguita una formazione ordinaria.

La persona individuata per l’incarico è già dipendente di un altro Comune. Se davvero ci fosse stata una scelta preconfezionata, non vi sarebbe stato alcun bisogno di avviare una procedura selettiva: sarebbe bastata una semplice procedura di “scavalco”, condivisa con l’ente di appartenenza, che si sarebbe potuta concludere in un solo giorno, invece dei 40 necessari con l’iter svolto.
Inoltre, sei consiglieri comunali hanno presentato una diffida formale, invitando a sospendere la procedura e indicando addirittura il nome del presunto vincitore. Tuttavia – e purtroppo per loro – tale previsione si è rivelata del tutto errata.

Dispiace constatare che solo a Montauro un ordinario incarico fiduciario previsto ex art. 110 TUEL si trasformi in un teatrino mediatico, infarcito di illazioni, sospetti e chiacchiere da bar.
L’importanza della figura del Responsabile Amministrativo mal si concilia con gli interessi di parte di alcuni esponenti della minoranza, che sembrano prediligere il caos e la confusione, forse con l’intento di sviare i controlli su attività delicatissime come quelle del SUAP e delle attività commerciali, in particolare nella stagione estiva. A buon intenditor, poche parole.

Tutte le fasi della selezione si sono svolte nella massima trasparenza. In merito al ricorso al TAR annunciato da una candidata, si attende serenamente l’evoluzione degli eventi. In relazione, invece, alle dichiarazioni diffamatorie già rese alla stampa, è stato conferito mandato a un legale per valutare eventuali profili di responsabilità penale.
Purtroppo, sono convinto che la macchina del fango, importata a Montauro e sapientemente orchestrata da un unico consigliere oriundo, al quale altri si prestano firmando dichiarazioni pericolose, proseguirà senza sosta. Essa avrà, verosimilmente, ripercussioni più personali che politiche. Ma per chi è abituato a sguazzare nella melma, saranno probabilmente giorni di festa.

Resta, infine, l’amarezza per un metodo che non appartiene al nostro paese, da sempre estraneo a logiche distruttive e a polemiche infondate. Sarebbe opportuno restituire dignità al dibattito politico, evitando derive personali e riportando l’attenzione sui temi concreti che interessano davvero i cittadini.

Giancarlo Cerullo

Sindaco di Montauro

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