Lavori di potatura e – o abbattimento di alberi, i consiglieri comunali di minoranza Giuseppe Maida (Pd), Francesco Maltese (CambiAmo Chiaravalle) e Bruno Pelaia (Forza Italia) “interrogano” il sindaco Domenico
Donato. Tre i quesiti indirizzati al primo cittadino con un’interrogazione urgente a risposta scritta e orale. Il primo: «Se le operazioni di abbattimento, sono avvenute per motivi di urgenza, dovute al pericolo immediato, accertato dalle autorità competenti, o in alternativa da comprovata documentazione fotografica dalla quale si evince in modo chiaro ed inequivocabile lo stato di pericolo (si chiede copia) di tale documentazione».
Il secondo: «Quale sia il criterio adottato per la potatura degli alberi e quale studio è stato applicato per efiettuare questi interventi, se esiste agli atti una relazione dettagliata sottoscritta da un agronomo, che illustri le indagini effettuate sulle piante e dichiari la pericolosità delle stesse (si chiede copia)». Il terzo: «Quali sono le modalità di smaltimento e destinazione del materiale derivante dalle operazioni di potatura e abbattimento»
I tre esponenti dell’opposizione nella premessa fanno riferimento alla «determina R.I.n.43 e R.G.n.105 del 16/03/2021 Settore Tecnico, con la quale sono stati affidati i “Lavori di potatura e/o abbattimento alberi” alla Ditta La Nuova Legname di SANZO Vincenzo, con sede in Chiaravalle C.le Contrada Terratola, per un importo iva compresa d 5.246,00 euro». Ma anche a parecchi cittadini che si sarebbero lamentati «per il modo di potare oltre misura o addirittura abbattere le alberature, realizzando vere e proprie capitozzature». A loro dire «tali operazioni sono avvenute e – o avvengono senza una adeguata comunicazione esterna, al ne di evitare il dissenso della cittadinanza. Ciò è fonte di preoccupazione da parte dei cittadini, per i danni arrecati al patrimonio verde esistente nel nostro comune, che contrastano con la necessità ambientali odierne». Ma vi è di più. «Queste pratiche di potatura ed abbattimento – sottolineano i tre – determinano una profonda modica del contesto urbano della nostra città». Poi la considerazione finale: «Il verde pubblico non è un abbellimento accessorio della città, ma bensì ne costituisce patrimonio e parte integrante, meritevole di tutela e salvaguardia».


