Sei condanne e cinque assoluzioni. Si è concluso così dopo tre anni dall’operazione il primo grado del processo Crisalide, che è stato celebrato davanti al Tribunale collegiale di Lamezia Terme con rito ordinario nei confronti di 11 imputati. Accusati, a vario titolo, di avere partecipato all’associazione di stampo mafioso Cerra-Torcasio-Gualtieri, per avere partecipato ad altrettanta associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, per decine di episodi di spaccio di stupefacenti, estorsioni ed altro.
Ecco la sentenza:
Vincenzo Strangis: assolto;
Alex Morelli: assolto;
Antonio Torcasio: assolto;
Ivan Di Cello: assolto;
Piero De Sarro: 15 anni (assolto 492 e 493);
Alfonso Calfa: assolto;
Francesca Antonia De Biase: 3 anni e 6 mesi e 5mila di multa (assolta per i reato ai capi 1 e 3);
Giuseppe Costanzo: 14 anni (assolto al capo 605);
Flavio Bevilacqua: 9 anni e 5mila euro di multa (assolto capo 1, 646 e 48);
Giuseppe Paladino: 6 anni (assolto al capo 2bis);
Danilo Fiumara: 14 anni (assolto al capo 11).
A tre anni dall’operazione dei carabinieri nei confronti di oltre 50 persone ritenute affiliate alla cosca ‘ndranghetista lametina, si è concluso quindi un altro capitolo giudiziario. In abbreviato, il processo “Crisalide” si era concluso con 43 condanne e 9 assoluzioni tra cui Ruberto e Paladino (padre di Giuseppe).
Dopo le discussioni dei difensori degli imputati, il Pubblico Ministero della Dda di Catanzaro, Andrea Buzzelli, ha replicato alle deduzioni difensive. Questa mattina hanno nuovamente preso la parola l’avvocato Lucio Canzoniere per Giuseppe Paladino e l’avvocato Aldo Ferraro per Francesca De Biase. All’udienza, dopo le ultime repliche, il collegio giudicante (Presidente Luca Nania e, a latere i giudici Francesco De Nino e Maria Leone) si è ritirato in camera di consiglio preannunciando per il primo pomeriggio la lettura del dispositivo.
Nel collegio difensivo, gli avvocati Cerra, Larussa, Canzoniere, Veneziano, Ferraro, D’Agosto, Amantea, Di Renzo e Brancia. Le parti civili costituite in questo procedimento sono: i fratelli Francesco e Pasquale Butera, Antonio Crapella (avvocato Santino Piccoli); la Comunità Progetto Sud e Luigi Angotti, l’associazione Antiracket Ala (avvocato Carlo Carere); la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell’Interno con l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catanzaro e il Comune di Lamezia (avvocato Caterina Restuccia).


