Viene chiamato il prete delle tradizioni, l’Arciprete di Stalettì ed è proprio vero, perché con i suoi giovani, è riuscito a riprendere antiche tradizioni ormai perse da anni.
Un Venerdì Santo vissuto nella Comunità di Stalettì, con tanta fede, che l’ha vista coinvolta nella tradizionale Chiamata della Madonna, che consiste nel predicare con passione e zelo i tre momenti di Passione prima della processione.
Ed è quello che ha fatto don Roberto Corapi, con la sua catechesi accattivante e reale.
Il primo momento è il momento della Croce, dal pulpito con tanta gente ha parlato della Croce di Gesù che è salvezza per tutti noi, ricordando le tante Croci che ciascuno di noi deve portare con Gesù.
Poi ha presentato Gesù, uomo dei dolori, ridotto così, sfigurato e coronato di spine con i nostri peccati. Dobbiamo ha ribadito don Roberto ritornare a chiamare le cose con il proprio nome. Il peccato è peccato, il male è male, il bene è bene e ce n’è tanto.
Subito dopo, Gesù Crocefisso, richiamando alla nostra mente, l’ultimo momento sulla Croce di amore supremo per l’uomo di oggi. Con il Crocefisso tra le mani, don Roberto parla con lui e vuole consegnare i tanti Crocefissi di oggi, inchiodati sulla croce, del sistema marcio, del malaffare, della corruzione, della Ndrangheta.
Voglio ora chiamare Maria, Madre Addolorata, con la voce di tutte le mamme del mondo, che nel dolore soffrono per tante situazioni e offrono a Gesù.
Alla fine tra le lacrime, tanta commozione, tra canti e preghiere, si muove la processione di Gesù Morto con la Vergine Addolorata per le vie del paese , vie illuminate da 15 torce di fuoco, tradizione questa ripresa, e da una folla, tanta folla accorsa anche dai paesi limitrofi.


