Non c’è pace per il settore delle Residenze sanitarie assistenziali. A giudicare dalla denuncia di Massimo Poggi, che insieme a Claudio Parente ha dato vita, negli anni, a uno dei gruppi imprenditoriali più importanti per quanto riguarda il comparto Rsa. A finire nel mirino dell’imprenditore, l’ultimo decreto sul settore emanato dal commissario ad acta per il Piano di rientro Massimo Scura, il dca 118 che, a distanza di due anni dal precedente, rivede al ribasso le tariffe corrisposte dal Sistema sanitario regionale per le prestazioni erogate dalla Rsa convenzionate. Una riduzione media di circa l’8% (da 153,20 a 139,91 euro) che, secondo l’allarme lanciato, potrebbe provocare la perdita di circa 500 posti di lavoro nell’intero comparto.
«Il settore, in Calabria, è eccellente – ha detto Poggi –, il sistema dei controlli è efficace e mai nessun problema è stato riscontrato. Ora però quello che facciamo, grazie soprattutto al personale che opera nel settore, viene messo in discussione a causa della volontà di ridurre i costi del comparto. Rischiamo infatti di perdere professionalità fondamentali in numero eclatante: sono a rischio quasi la metà degli educatori, dei fisioterapisti e degli operatori socio-sanitari. Dal canto nostro quindi, l’appello è finalizzato a mantenere questi standard. Mantenere questa forza lavoro significa non solo fornire un servizio di qualità agli anziani, ma anche garantire un presente e un futuro lavorativo a centinaia di giovani formati nella nostra regione. Al governatore Oliverio e al commissario Scura, quindi, chiediamo di lavorare per raggiungere questo obiettivo e non quello della semplice diminuzione dei costi».

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