Il prefetto di Catanzaro Luisa Latella ha presieduto la riunione tecnica di coordinamento delle Forze di polizia per affrontare assieme ai sindaci delle Preserre e del Basso Jonio l’emergenza causata dalla presenza di cinghiali nei centri abitati e dentro i terreni. Al tavolo i sindaci di Catanzaro, Borgia, Caraffa di Catanzaro, Chiaravalle Centrale, Cortale, Pentone, San Floro, Sant’Andrea Apostolo dello Jonio, Sellia e la delegazione che aveva preso parte alla prima conferenza dei sindaci che si era tenuta nella sede municipale di via Castello. Per la Regione Calabria erano presenti i dirigenti del Dipartimento Agricoltura, che hanno potuto sentire direttamente quelle che sono le problematiche che il territorio presenza a seguito dell’invasione degli ungulati e nello specifico, l’emergenza che sta assumendo i contorni di una vera e propria piaga sociale, se si tiene conto anche degli aspetti squisitamente sanitari con il proliferare delle malattie infettive causate dalla Tbc, risconotrata in alcuni esemplari di carcasse abbattute dai selecontrollori. La proposta che il prefetto Luisa Latella ha messo sul tavolo è quella di formare delle vere e proprie squadre di selecontrollori composta almeno da 16 elementi per singola squadra da formare e mettere a disposizione negli ambiti territoriali della caccia. I sindaci, se sarà concretizzata la proposta del Prefetto, dovranno procedere alla formazione delle squadre di selecontrollori. Squadre che dovranno essere adeguatamente formate e avere assegnato un decreto da parte della Regione Calabria I comuni dovranno individuare le figure necessarie ed attraverso un piano di intervento disporranno l’abbattimento di cinghiali dove ci sono le reali necessità. Sempre svanire la pista di una possibile deroga alla legge regionale per quanto riguarda il calendario venatorio e nello stesso tempo anche quella di dare la passibilità ai cacciatori di poter sparare dappertutto ed in qualsiasi momento. Il prefetto ha pure evidenziato, come in effetti il problema sollevato dai sindaci ha priorità assoluta e deve trovare terreno fertile proprio nella Regione Calabria che è l’unico interlocutore. Il problema, adesso, è tutto sui tempi. Dal primo ottobre si potrà sparare in Calabria al cinghiale sino alla fine dell’anno. In questi tre mesi è bene avviare un processo di formazione e di allestimento delle squadre, per evitare di vanificare gli sforzi e le preoccupazioni dei sindaci.


