É in corso un’operazione della Polizia di Stato di Vibo Valentia e dello Sco, sotto le direttive della Dda di Catanzaro, contro la cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso. Decapitati, con alcuni arresti, i vertici del gruppo criminale, considerato tra i più influenti della criminalità organizzata calabrese. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa in programma alle 11 nella Questura di Vibo Valentia, con la partecipazione del Procuratore della Repubblica di Catanzaro e capo della Dda, Nicola Gratteri.
Sono quattro gli arresti eseguiti dalla Polizia di Stato di Vibo Valentia, nell’ambito dell’operazione, denominata “Errore fatale”, contro la cosca Mancuso della ‘ndrangheta. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip distrettuale di Catanzaro, su richiesta della Dda. Le quattro persone coinvolte nell’operazione sono ritenute responsabili dell’omicidio di Raffaele Fiamingo, avvenuto a Spilinga (Vibo Valentia) nel luglio del 2003, e del tentato omicidio di Francesco Mancuso. Quasi 50 uomini della Polizia stanno eseguendo arresti e perquisizioni a Vibo Valentia, Milano e Prato. É stato eseguito a Milano uno dei quattro arresti. Gli altri arresti sono stati eseguiti, secondo quanto si é appreso, in due centri del Vibonese, Tropea e Zungri, ed hanno riguardato esponenti di vertice della cosca Mancuso. Sono in corso, inoltre, numerose perquisizioni nelle abitazioni ed in altri locali di pertinenza delle persone coinvolte nell’operazione. Tra le persone coinvolte nell’operazione della Polizia contro la cosca Mancuso della ‘ndrangheta c’é anche Cosmo Mancuso, di 70 anni, considerato il capo del gruppo criminale. Mancuso é detenuto nel carcere di Prato.
C’é anche Giuseppe Accorinti, di 60 anni, il presunto affiliato alla ‘ndrangheta che il 5 agosto dello scorso anno, a Zungri, tentò di infilarsi tra i portatori della statua della “Madonna della Neve”, Santa patrona del centro del Vibonese, tra i quattro arrestati dell’operazione “Errore fatale” eseguita stamattina dalla Polizia a Vibo Valentia. Accorinti, detto “Peppone”, con precedenti per associazione mafiosa, estorsione, lesioni e violenza sessuale, é considerato dagli inquirenti l’uomo dei Mancuso a Zungri. All’epoca dell’episodio era sottoposto alla sorveglianza speciale. La sua presenza abusiva tra i portatori della “Madonna della Neve” fu segnalata da alcuni cittadini ai carabinieri, che sospesero la processione e bloccarono l’uomo, conducendolo in caserma. La processione, dopo l’allontanamento di Accorinti, riprese regolarmente.
É stato invece considerato il “braccio armato” della cosca Mancuso Salvatore Poito, di 55 anni, arrestato dalla Polizia nell’operazione coordinata dalla Dda di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri. Poito, secondo gli inquirenti, sarebbe al vertice della cosca La Rosa della ‘ndrangheta, alleata con i Mancuso. Salvatore Poito ha precedenti per associazione mafiosa, usura, estorsione e favoreggiamento.


