«Di fronte ad accuse infamanti ho deciso di fare lo sciopero della fame. La mia vita e il mio impegno politico e istituzionale sono stati sempre improntati al massimo di trasparenza, di concreta lotta alla criminalità, di onestà e rispettosa gestione della cosa pubblica. I polveroni sono il vero regalo alla mafia». Arriva nel giro di poche ore la reazione ufficiale di Mario Oliverio all’inchiesta della Dda di Catanzaro nell’ambito della quale per il governatore è stato disposto l’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore. «L’opera oggetto della indagine – dice ancora Oliverio – non è stata appaltata nel corso della mia responsabilità alla guida della Regione. Quanto si sta verificando è assurdo. Non posso accettare in nessun modo che si infanghi la mia persona e la mia condotta di pubblico amministratore. Sarebbe come accettare di aver tradito la fiducia dei cittadini. Chiedo chiarezza e lotterò con tutte le mie energie perché si affermi la verità». «Sono accuse che respingo a 360 gradi», ha poi detto. «Sono accuse infondate. Ho sempre improntato il mio impegno alla lotta alla mafia. Questa gara – ha proseguito – è stata fatta prima che io arrivassi alla Regione, mi sono solo preoccupato di portare a termine l’opera e tra l’altro abbiamo interloquito con un amministratore nominato dalla stessa Procura che oggi mi indaga. L’impresa l’ho vista solo una volta durante un sopralluogo, quando ero preoccupato che i lavori andassero a buon ne, ma non lo conoscevo prima né l’ho visto dopo. Non comprendo tutto questo, sono solo indignato perché ho speso la mia vita per contrastare le criminalità di ogni tipo e affermare la legalità. Non ci sono divinità né nella magistratura né nella politica. Non concederò a nessuno, nemmeno a Gratteri, di infangare la mia immagine, la mia vita e il mio impegno per il bene comune. Al pari di Gratteri io mi sento impegnato in trincea contro la criminalità organizzata».
La giunta regionale, in apertura dei lavori della seduta di lunedì pomeriggio presieduta dal vicepresidente Franco Russo, esprime «vicinanza e solidarietà al presidente Mario Oliverio». «Certi – dichiarano gli assessori – della correttezza e trasparenza dei suoi comportamenti politici e amministrativi e pienamente convinti che l’integrità dell’azione amministrativa del presidente Oliverio sarà rapidamente accertata dalla magistratura». La Giunta ha individuato Tommaso Calabrò quale dirigente generale reggente del dipartimento Programmazione comunitaria e Autorità di gestione del Por-Fser-Fes 2014-2020. Calabrò va a sostituire Paola Rizzo, coinvolta nell’inchiesta “Lande desolate” della Dda di Catanzaro e sospesa dal pubblico ufficio per disposizione del gip del capoluogo.

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