Eseguite due misure cautelari ed effettuate perquisizioni in Calabria e Toscana per corruzione e falsità ideologica. Questa mattina, i militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, hanno eseguito due misure cautelari nei confronti di una dirigente della Regione Calabria e di un’imprenditrice del vibonese operante nel settore turistico, indagate per corruzione e falsità ideologica. Nell’ambito dell’operazione denominata “E’dovere” sono state raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari Gabriella Maria Rizzo di 57 anni, dirigente della Regione in servizio presso il dipartimento Turismo, beni culturali e spettacolo e all’epoca dei fatti anche responsabile per la trasparenza e la prevenzione della corruzione e Laura Miceli di 67 anni, imprenditrice del settore turistico del litorale vibonese. Secondo quanto emerso dalle indagini la dirigente regionale avrebbe comunicato all’imprenditrice ricadese informazioni non ancora divulgate riferite a bandi non pubblicati e le avrebbe fornito anche attività “consulenziali”.I particolari dell’operazione sono stati illustrati dal Procuratore aggiunto della Repubblica Vincenzo Capomolla nella sede del comando provinciale della guardia di finanza di Catanzaro.


