di Danila Letizia
C’è una missione per ognuno di noi sulla Terra e quando si prende consapevolezza di ciò e ci si pone a servizio di questa, si compie un disegno voluto dal cielo.
Si avverte questo, profondamente, dopo aver assistito alla prima dell’opera teatrale “Fortunata di Dio” che Ruggero Pegna ha voluto scrivere avvalendosi della collaborazione fattiva per stesura e regia di Andrea Ortis.
Un racconto ad una voce, quella del regista stesso fattosi narratore, per inquadrare la storia di Natuzza che, a soli 8 anni si ritrova a badare ad altri sei fratellini e che fin da piccola inizia a vedere segni del mondo oltre quello terreno ma è nel momento in cui le luci di scena illuminano la figura di Annalisa Insardà ed alle prime parole che l’attrice pronuncia che si viene colti da un tuffo al cuore perché è chiaro, a chi ha conosciuto Natuzza soprattutto, la cura dell’inflessione dialettale che ha riprodotto in maniera sorprendentemente puntuale la cadenza personale, il modo in cui si presenta, la pettinatura, tutto fa rivivere la mistica di Paravati sul palco.
Intensa la scena in cui si ripercorre l’apparizione della Madonna del 17 gennaio 1944, tre giorni dopo le nozze con Pasquale Nicolace, la sua frase memorizzata da ogni calabrese «Come vi ricevo in questa casa brutta?» e la risposta data dalla Beata Vergine Maria «Non ti preoccupare, anche nella casa brutta possiamo venire, ma ci sarà una nuova casa, una chiesa, dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime e una casa per alleviare le necessità di giovani, di anziani e di quanti altri si troveranno nel bisogno» quella casa diventata un Santuario iniziato con la posa della prima pietra nel 2002.
Un’opera, questa, che diventa non solo una creazione artistica ma veicolo di divulgazione del messaggio che ha costellato l’esistenza intera di Natuzza.
L’impatto emotivo è stato forte non soltanto per chi è riuscito ad essere stato ricevuto a Paravati o nella stanza della Fondazione Cuore Immacolato con la supervisione di don Pasquale Barone e don Michele Cordiano e che ha potuto dialogare con Natuzza anche solo una volta ma la stessa attrice, Annalisa Insardà ci ha rivelato che molti, che non hanno avuto questa occasione, si sono avvicinati ringraziandola per aver permesso loro di “vederla”.
I video testimonianza divulgati in questi anni di interviste rilasciate dalla signora Evolo possono ampiamente confermare l’incredibile attendibilità del lavoro svolto dalla Insardà che ci racconta <ho accettato la chiamata di Ruggero Pegna, non ci conoscevamo di persona, lui si è ricordato di me, dopo aver visto altre attrici insieme al regista Ortis, per una volta in cui gli ho mandato, qualche anno fa, una foto su un libro trovato per caso che parlava di Natuzza. Per me era un lavoro ma già dal giorno dopo in cui ho accettato è diventato un’esperienza in cui mi sono voluta completamente affidare a ciò che mi veniva ispirato. Credo che più che andare io verso, Natuzza sia venuta incontro a me>.
Le musiche scritte da Francesco Perri hanno raggiunto la sublimazione esecutiva con un crescendo di archi e percussioni, nella scena in cui, Natuzza (Annalisa), al centro del palco, si vede delineare con effetto luci del visual design di Virginio Levrio la costruzione della Chiesa Cuore Immacolato di Maria tutto suonato dal vivo con Perri al pianoforte e gli orchestrali Pierpaolo Greco, violoncello, Stefano De Marco, chitarre, Michele Potenza, percussioni, Enza Cristofaro, voce. Le scenografie mobili sono firmate da Lele Moreschi e realizzate da Filippo Iezzi, che hanno creato con i loro continui movimenti le numerose ambientazioni della sceneggiatura ed il cast da tutta Italia, gipeto, rigorosamente con la g minuscola come pretende l’attore, a suo agio nei panni del Cardinale e in una toccante scena del demonio, Leonardo Mazzarotto, nel ruolo centrale di Don Marco, Federica Zazzaretta, divisa tra i ruoli di medico e suora, Michele Radice, diplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano sotto la direzione di Giorgio Strehler, e al giovanissimo e altrettanto bravo Luca Attadia. Un team creativo voluto da Ortis e Pegna di fama internazionale, completato da Roberto Crognale, direttore di scena, Mattia Albanese, operatore video e Yuri Rosselli alle luci.
Due dati, significativi per chi crede che le sincronicità non siano un mero incastro logico: Annalisa Insardà è calabrese di Bellantone, una frazione di Laureana di Borrello nata di 13 ottobre, una delle date legate alle apparizioni mariane e lo spettacolo è andato in scena in prima assoluta in coincidenza con la celebrazione della Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo, che nel calendario liturgico ricorda la discesa dello Spirito Santo sulla Beata Vergine Maria e gli Apostoli raccolti in preghiera.

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