di Danila Letizia
L’alchimia di Notre Dame de Paris, l’Opera Pop, definita così dal suo autore Riccardo Cocciante, è tornata per tre giorni, al Palacalafiore di Reggio Calabria a pervadere mente, corpo e anima di 15 mila spettatori, tra studenti ed adulti con grande impegno e sentita partecipazione del suo unico referente per la Calabria, il promoter Ruggero Pegna con la regia di Gilles Maheu, le coreografie di Martino Müller, le scenografie di Christian Rätz, i costumi di Fred Sathal e le luci di Alain Lortie.
Per la quarta volta a Reggio Calabria, dopo il 2004, 2016 e 2022, con tre serali e due matinée, e per la sesta in Calabria dopo il debutto nel luglio 2022 all’area Magna Graecia di Catanzaro e la tappa di Cosenza nel 2017, Notre Dame ha stabilito un nuovo record oltre a quello di aver segnato la storia dello spettacolo ed aver dato il là in Italia ad un genere che niente ha da invidiare alla tradizione statunitense del musical, cioè quello di aver fatto reincontrare gli artisti originali ed il pubblico di circa 25 anni prima mantenendo lo stesso afflato intenso e coinvolgente della prima volta.
Già che si trattasse di un grande evento epocale lo si era sentito in Italia al suo debutto il 14 marzo 2002, al Gran Teatro di Roma, prodotto da David Zard con l’adattamento in italiano di Pasquale Panella, alla prima nota del giro di chitarra arpeggiato che introduce la prima scena quando, il poeta Gringoire, (Matteo Setti l’originale performer c’è anche in questa edizione) appare solo davanti ad una parete attrezzata che svela solo in corso le meraviglie scenografiche di acrobati che si appendono, luci che si intrecciano, porte che si aprono lasciando intravedere ballerini o attori in un fluire ben sincronizzato ed architettato tra le varie abilità cioè canto, musica, danza, atletica, da lasciare lo spettatore senza possibilità e volontà di distrazione.
Si viene catapultati davvero in una dimensione senza tempo, oggi, alla luce del linguaggio delle nuove generazioni e delle conoscenze acquisite, si parlerebbe proprio di un universo parallelo in cui si vorrebbe stare per sempre.
Gli artisti di allora Giò Di Tonno (Quasimodo); Graziano Galatone (Febo) e Vittorio Matteucci (Frollo) sono diventati amici nella vita, di quelli che non solo si accompagnano per fare qualcosa insieme ma che condividono aspirazioni artistiche e vita quotidiana. Ci hanno raccontato di suonare anche insieme e presto può darsi che li vedremo in concerto dalle nostre parti e si sono cimentati anche ne “I tre moschettieri” nel corso del 2025 con musiche originali scritte da Giò di Tonno mentre Graziano concluderà in agosto la composizione di un’opera su Rodolfo Valentino.
Ruggero Pegna celebrerà i suoi quarant’anni di attività con il debutto di un’opera pensata e voluta per onorare la figura della mistica di Paravati, Natuzza Evolo dal titolo “Fortunata di Dio” il 23 e 24 maggio, serale il primo giorno e pomeridiano la domenica, al Teatro Rendano di Cosenza.
(Foto e video di Luana C.)



