AssoURT: “Davanti a una bolletta anomala, l’Utente non deve sentirsi solo: chi pretende il pagamento deve provare che quei consumi siano reali”.
Quasi 10 mila euro per una fornitura di gas domestica.
Una cifra che non si legge soltanto su un foglio: entra in casa, pesa sui pensieri, toglie il sonno. È il tipo di richiesta che può mandare in crisi una famiglia, far nascere paura, rabbia, senso di impotenza. Perché davanti a una bolletta così alta, la prima domanda è sempre la stessa: “E adesso come facciamo?”
È quanto accaduto a un’Utente che si è vista richiedere, da un colosso dell’energia, il pagamento di una somma enorme, ritenuta sin dall’inizio anomala e ingiustificata.
La vicenda nasce da alcune fatture gas arrivate dopo la sostituzione del contatore. Da quel momento, per la famiglia è iniziato un percorso fatto di contestazioni, richieste di chiarimenti, domande rimaste al centro della vicenda: quei consumi erano davvero corretti? Il contatore funzionava regolarmente? Era giusto pretendere una cifra simile senza una prova chiara?
L’Utente, assistita dalle avvocate Francesca Paone e Giusy Mirarchi, ha deciso di non arrendersi e di portare la questione davanti al Tribunale di Catanzaro.
Con sentenza dell’8 maggio 2026, il Tribunale ha accolto la domanda e ha dichiarato non dovuta la somma richiesta, cancellando di fatto l’intera posizione debitoria contestata.
Una decisione importante, perché non si limita a risolvere il caso di una famiglia. Il Tribunale ha ribadito un principio che riguarda tutti gli Utenti: la lettura del contatore non è una verità assoluta. È solo una presunzione semplice. Quando l’Utente contesta consumi anomali, spetta al fornitore dimostrare che il contatore funzionasse correttamente e che gli importi richiesti siano effettivamente dovuti.
Nel caso esaminato, questa prova non è stata fornita. Per questo il Tribunale ha azzerato il debito contestato e ha condannato il fornitore di energia anche al pagamento delle spese di giudizio.
L’Associazione AssoURT, che ha seguito la vicenda, esprime soddisfazione per una sentenza che restituisce serenità alla famiglia coinvolta e dà voce a tanti Utenti che, davanti a bollette inspiegabili, si sentono piccoli di fronte a grandi società.
“Questa decisione dice una cosa semplice ma fondamentale: nessuno deve pagare solo perché gli viene chiesto. Davanti a una bolletta anomala, l’Utente ha diritto di sapere, di verificare, di contestare. E chi pretende il pagamento deve dimostrare, con prove concrete, che quei consumi siano reali e corretti”.
Per AssoURT, questa sentenza è un segnale prezioso: non bisogna rassegnarsi davanti a richieste sproporzionate o non adeguatamente documentate. Contestare non significa sottrarsi ai propri obblighi; significa chiedere trasparenza, correttezza e rispetto.
Per questa famiglia, la decisione del Tribunale chiude un periodo di paura e incertezza. Per tutti gli altri Utenti, lascia un messaggio chiaro: una bolletta anomala non va subita in silenzio.
Avvocato Francesco Di Lieto
Codacons Calabria


