Il festival dell’ipocrisia è andato in scena a Lamezia.

L’opposizione si definisce “compatta”, ma l’unica cosa su cui sembrano davvero uniti è la paura di far votare i calabresi.
Ci dicono che il referendum è “nebuloso” e che costa 6 milioni di euro.

Bisognerebbe spiegare a questi consiglieri che basterebbe accorpare il voto a una qualsiasi altra tornata elettorale per azzerare i costi.
Ma loro preferiscono agitare lo spauracchio dei soldi “buttati” per nascondere la verità: non vogliono che il popolo rompa il giocattolo che sperano di ereditare.

Parlano di “porcherie” e “barbarie”, dicono di aver presentato emendamenti e poi sono usciti dall’aula.
Praticamente hanno fatto il solletico al padrone e poi sono andati a prendere il caffè.
Propongono una “legge abrogativa” di iniziativa popolare.

Tradotto dal politichese: un percorso infinito tra commissioni e paludi burocratiche che finirà dritto nel cestino della maggioranza.
È la strategia perfetta per far finta di lottare senza disturbare il banchetto.
Dicono che Occhiuto moltiplica le poltrone per i suoi equilibri interni? Certo. Ma questi signori lo ringraziano e preferiscono non firmare per il referendum perché quegli stessi equilibri gli torneranno utili domani.
Sarebbe davvero il caso di smetterla di recitare la parte degli indignati: siete solo commensali che protestano per il menù, ma si guardano bene dal rovesciare la tavola.
Vergogna!

Francesco Di Lieto, Presidente regionale Codacons.

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