di Danila Letizia
Un’ora intensa e affidata soltanto alla sua inesauribile voglia di comunicare è stata quella trascorsa nell’auditorium dell’Università Magna Graecia, nel capoluogo calabrese, davanti a Jovanotti arrivato direttamente dall’Australia.
Una visita che ha avuto il duplice scopo di fare un sopralluogo per la realizzazione della Calabria Music Arena dove il 22 agosto prossimo si svolgerà la tappa del suo live “Jova Summer Party” e, nel contempo, parlare direttamente agli studenti per condividere alcune delle sue considerazioni maturate nel corso dei suoi quasi sessant’anni (a settembre) e dall’esperienza, molteplice e variegata, raccolta durante i suoi viaggi.
“In realtà – ha precisato Lorenzo – il primo motore delle mie azioni è stato sempre il viaggio e solo in un secondo momento la musica mi è venuta incontro e l’ho utilizzata come strumento per viaggiare e per esprimere ciò che imparo da questa mia attitudine. La canzone “L’Ombelico del mondo” racchiude proprio il mio Dna come essere umano”.
Arriverà in Calabria da Brindisi in bici, questa è la sua promessa, dimostrando che, nonostante l’incidente che gli è costato alcuni mesi di fermo, alle cose che ti fanno sentire gioia non si può e non si deve rinunciare e approfittando di questo ricordo, cioè della sua gamba sottoposta ad una serie di opportuni consulti medici ha ringraziato gli studenti di Medicina presenti, ma anche gli avvocati, gli informatici, gli infermieri, categoria – ha detto – che gli è stata molto vicino nei giorni di degenza ma, in genere, ha voluto veicolare il messaggio secondo il quale ognuno di noi è connesso agli altri in una rete invisibile orchestrata dall’Universo e, pertanto, ogni nostro contributo in qualunque ambito è prezioso.
<Sono stato un ragazzino sempre in movimento – facendosi una risata lo ha affermato Jovanotti che di cognome fa Cherubini e forse non a caso (anzi sicuramente) visto essere riferimento benefico per mila e mila giovani e suoi coetanei è proprio una missione di vita – forse oggi per come è strutturata la scuola mi farebbero subito una diagnosi per disturbo dell’apprendimento o cose del genere, in realtà era già insita in me questa urgenza di creatività, quando sto dentro la musica non ho età>.
Un consiglio da Jovanotti per tutti: quando si sta vivendo un momento felice bisogna avere la presenza di riconoscerlo a se stessi, essere grati e dirselo condividendo con chi sta intorno a noi in quel momento, diciamo stop alla lamentela che non fa bene né a chi la fa né a chi la ascolta.
In attesa di immergere il nostro corpo nella musica lasciandoci meravigliare dai suoni, dalle luci, dalle sensazioni di benessere che si hanno quando si vive un concerto (sono sue parole) proviamo a riascoltarci allora qualcuna delle sue canzoni e chi pensava si trattasse solo di un “ragazzo fortunato che pensava positivo” lo ha riconsiderato, ora, come un uomo sempre più connesso ad una luce interiore.

(Foto di Roberto Ferraina)


