di Salvatore Condito
Il Bagism è una satira del pregiudizio, dove una persona qualunque, celata all’interno di un sacco e quindi nascosta alla vista degli altri, non può essere soggetta a giudizi dettati dal suo aspetto fisico. Tale concetto fu inventato da John Lennon e Yoko Ono come parte della loro campagna per la pace mondiale di fine anni Sessanta. L’intento del bagismo era di mettere in ridicolo i pregiudizi e gli stereotipi di qualsiasi tipo. Il termine deriva dal vocabolo bag che in lingua inglese significa letteralmente “sacchetto, borsa, sacco” e in pratica “consiste nel coprirsi interamente con un sacco”. Secondo John & Yoko, chiuso in un sacco, un individuo non può essere giudicato dagli altri in base al colore della pelle, al sesso, alla lunghezza dei capelli, all’abbigliamento, all’età, o qualsiasi altro attributo. Fu presentato come una forma di comunicazione totale: invece di focalizzarsi sulle apparenze, l’ascoltatore avrebbe recepito solo il messaggio della persona chiusa nel sacco.
Un concetto rivoluzionario ripreso anche in una famosa frase del libro il Piccolo Principe: “l’essenziale è invisibile agli occhi”, ma si vede con il cuore, il linguaggio delle emozioni ritorna costantemente nella vita degli individui come elemento primordiale di una comunicazione non filtrata, non mediata dagli schemi sociali e da una educazione impartita.
Il sacco di cui si parla nella performance di John Lennon e Yoko Ono è una vera e propria pugnalata non come quella di Mark Chapman che l’8 Dicembre 1980 spense la vita del celebre cantautore, ma come uno scossone profondo che arriva nei sensi incantati di una società perbenista e borghese che malgrado passano i tempi rimane incastrata nella stessa ‘matrice’.
Il colore della pelle, l’estrazione sociale, i luoghi geografici degli individui diventano vere e proprie ‘barriere comunicative’, questo perchè a livello neuronale arrivano impulsi forti condizionati dalla prima immagine che incide fortemente nella creazione della risposta.
Il ‘non vedere’ l’altro nella sua fisicità esteriore consente di creare una comunicazione vera ed autentica tra individui che non vivono in funzione di schemi e pregiudizi.
Oggi, in una società mediata e ricca di stimoli visivi e messaggi subliminali edonistici, diventa sempre più difficile sbarazzarsi di pesi e vestiti cuciti dagli altri; serve un ridimensionamento e sgonfiamento del proprio ‘ego’, attraverso una comunicazione elementare come i bambini che non hanno filtri, ma si esprimono con termini semplici e diretti.
Si avvicina il Natale con le sue luci, i suoi ritmi, le sue tradizioni che possono essere ‘occasione’ per fermarsi a contemplare il bello di un tramonto serale, di una stella luminosa, di una fiamma, di un camino, un momento pe ritrovarsi e nutrirsi di emozione.


