di Danila Letizia
“Il mare, di solito, non si muove senza l’impulso del vento”: di Eraclito è il messaggio che Chiara Giordano, ideatrice e direttrice artistica del Festival ha scelto come “mot d’esprit” collocato in modo discreto alla fine del depliant che racchiude l’intero programma.
Il vento è indubitatamente la sua dedizione a questo progetto che celebra i 25 anni in questa edizione ed ogni performance inserita in cartellone corrisponde ad una caratteristica diversa della rosa dei venti ed il pubblico lo percepisce apprezzandone le sfaccettature di ognuna.
E così le “Nuove rotte mediterranee” sono state sospinte dall’ostro detto anche mezzogiorno che dal cuore di Napoli ha portato Serena Rossi, in coproduzione con “L’altro teatro”, in una confezione artistica scritta a mo’ di preghiera invocazione alla sirena Partenope alla quale, per rinnovato omaggio in cambio della sua protezione futura, le sono stati dedicati canti della tradizione riarrangiati dal maestro Valeriano Chiaravalle ed eseguiti insieme ai musicisti della Piccola Orchestra.
Serena Rossi che ai più è nota come volto televisivo di “Un posto al sole” o recentemente “Mina Settembre”, è anche una dotata dal punto di vista vocale, si ricorda anche la sua inappuntabile interpretazione di Mia Martini nella fiction dedicatele qualche tempo fa.
La sua capacità timbrica permette di trasmettere emozione al pubblico e lo ha fatto soprattutto nelle versioni di “Dicitencello vuje” un brano di Fusco-Falvo del 1930 e “Passione”, una delle canzoni napoletane più famose di tutti i tempi, scritta nel 1934 da Libero Bovio (tra l’altro autore di moltissime altre canzoni napoletane di tutti i tempi). Poi, il richiamo a Mario Merola, a Roberto Murolo, a Gabriella Ferri, alla sua antenata che negli anni ’30 del Novecento cantava affermando la sua libertà espressiva, la zia Ria Rosa ed il riferimento alla nonna Concetta ispiratrice, con la sua esperienza di vita, del film di Cristina Comencini “Il treno dei bambini”.
Foto e video di Rosa Critello

.


