Chi scrive è una comune cittadina, una dei tanti cittadini che amano lavorare in silenzio e senza clamori e di solito poco incline alle polemiche o agli egocentrismi da ennesimo articolo di giornale di denuncia, per il reclamo di un diritto naturale e basilare, ben consapevole del fatto che non porterà certamente alla soluzione di un annoso e grave problema come quello della mancanza dell’acqua. Con l’aggravante delle alte temperature di questo periodo, puntualmente.

Premesso che il problema della mancanza di acqua risale già a un po’ di anni fa ma, a nostra memoria, risolto nell’arco di un paio di giorni nei mesi estivi, data l’affluenza della popolazione turistica.

L’apice del problema è stato raggiunto lo scorso anno, quando l’erogazione di acqua da parte del comune di Stalettì è stata sospesa per circa 15 giorni. Numerosi i solleciti a Sindaco, Comune e alle presunte Autorità competenti, esponendo gli ovvi disagi, sconfinati ad un certo punto in vera emergenza igienico-sanitaria. Le risposte, sempre banali e di circostanza, esortanti alla tranquillità, all’attesa che presto sarebbe stato tutto risolto. Con risultati nulli.

Più volte contattato il tecnico del Comune per risolvere un problema relativo al malfunzionamento di serbatoio e contatore, con necessità esclusiva di intervento da parte del Comune, e non di un proprio personale idraulico, senza mai un cenno di risposta concreto, oltre a fittizi appuntamenti dove mai nessuno si è presentato.

Ci si trincera in questi giorni dietro il grave episodio del furto del rame da parte di malfattori, come se ora il motivo del problema fosse solo questo. Ma, a fronte di un’amministrazione comunale che saprebbe risolvere i problemi già esistenti, certamente questo episodio sarebbe passato in secondo piano come un fatto spiacevole, fronteggiato con la propria riserva di acqua. E non come un problema, su un problema!

A tutto ciò si aggiunge il mancato ritiro puntuale della spazzatura, con accumuli settimanali davanti alle abitazioni, che diventano ricettacolo di insetti e sporcizia e stimolo di richiamo per cinghiali, di cui troviamo i segni di passaggio (bidoni divelti, spazzatura disseminata per strada…)

Potrei sciorinare le mie competenze professionali relative al mantenimento delle norme basilari igienico-sanitarie, pilastro fondamentale del decoro individuale e di una società che possa definirsi civile, e diritto naturale insindacabile ed incontrovertibile che dovrebbe essere non concessa, ma garantita da chi amministra. Per non parlare delle necessità, ancora più impellenti, di chi si trova a dover gestire ammalati, disabili, degenti a letto, o neonati nelle proprie case.

Potrei sciorinarle proprio come i rappresentanti di questa amministrazione, e lo stesso Sindaco, sciorinano le proprie (onestamente mai viste) competenze e i propri virtuosismi gestionali ampollosamente, mistificando realtà inoppugnabili, senza pudore, alle sagre della castagna o della pasta asciutta, o alle sfilate di moda, con microfono e fascia di rappresentanza, mostrando alla cittadinanza con fierezza ed orgoglio, il duro lavoro dietro questi servizi resi, una volta all’anno.

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Proprio vero che di Cassiodoro e della sua opera strettamente legata alla res publica, nella sua declinazione politica e nel suo aspetto culturale e letterario, rimangono solo i resti delle vasche e della tomba, ormai coperta dalle erbacce, nella nostra meravigliosa e abbandonata Copanello.

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