di Danila Letizia
L’Aida di Enrico Stinchelli ha sancito la conclusione della prima stagione con la Sovrintendenza di Antonietta Santacroce e la direzione generale di Settimio Pisano.
Due personalità femminili a confronto ma accomunate dall’elemento delle emozioni al femminile, Aida ed Amneris, che il libretto di Antonio Ghislanzoni per l’opera in quattro atti con la musica di Giuseppe Verdi, ha reso immortali e, al di là del finale tragico imposto da esigenze di genere, rappresentano in ogni epoca il mondo emozionale delle donne.
La particolare sensibilità della sovrintendente, che è anche musicista, ha posto maggiore attenzione alla comprensione dell’opera per il pubblico prevedendo una guida all’ascolto, qualche giorno prima del debutto in collaborazione all’associazione “Amici dell’opera lirica Jussi Bjorling” con l’intervento del presidente, il baritono Daniele Tommaso Mellace.
<L’ascolto che vi propongo (unico dal terzo atto) – ha descritto Mellace – è il cruciale duetto tra Aida e suo padre Amonasro, intriso di sentimenti istintivi che si sviluppano musicalmente ora con ambigui e sinuosi temi ora con violenti scatti di disperata rabbia ora più dolcemente con la rassegnazione dettata da amor di patria con cui Aida cede ai ricatti morali del padre. Conoscendo Verdi e la sua predilezione per la voce di baritono non è un caso che egli abbia scelto uno dei maggiori brani di grande forza espressiva proprio cantato da un baritono. In quest’opera ognuno combatte la propria battaglia psicologica in una tensione a vari piani grazie alla intelligenza artistica ed alla integrità stilistica della musica di Verdi, sempre più rispettoso dell’essenza umana che dell’effetto spettacolare ad ogni costo.>
L’allestimento originale del Conservatorio Tchaikovsky, produzione della Fondazione Politeama, in collaborazione con Poliarte di Ancona e l’Istituto di Design di Perugia ha avuto una regia fluida ed accurata, quella di Enrico Stinchelli, che ha utilizzato anche per le scenografie il video mapping di Michele Falasconi, oltre alle scene di Andrea Santini, per realizzare effetti di colonne del tempio, per esempio, o fiaccole laterali ed altro ancora ed ha comunque fatto vivere una full immersion nelle atmosfere egiziane.
L’orchestra filarmonica della Calabria diretta da Filippo Arlia ed il Coro siciliano diretto da Francesco Costa hanno accompagnato, ovviamente dal vivo, anche alcuni danzatori del Balletto del Politeama, un raffinato completamento con i costumi, tutti, di Elena Guerrieri.
Gli altri cantanti; Walter Fraccaro, Radamès; Alberto Munafò, Siragus Amonasro; Viacheslav Strelkov, Ramfis; Francesco Villella, il re d’Egitto; la catanzarese Maria Mellace, una sacerdotessa; Federico Parisi, un messaggero.



