Mi chiedo dov’è finita la nostra umanità, la non reazione degli Stati, mi chiedo a cosa serve l’ONU e la Convenzione di Ginevra.
Un massacro sotto gli occhi di tutti, bambini che muoiono di fame, bombe che distruggono città e quartieri, disperazione ovunque.
Dove è l’uomo civile: per due mesi Israele ha violato unilateralmente il cessate il fuoco, ripreso i bombardamenti su Gaza e ostacolato l’ingresso di aiuti umanitari.
Gaza sta affrontando la sua più grave crisi umanitaria dall’ottobre del 2023 e oltre cinquantunomila palestinesi, tra cui quasi sedicimila bambini, sono stati uccisi.
Numeri drammatici che fanno emergere la profonda sofferenza di una popolazione sistematicamente privata di dignità e umanità.
A Gaza rimangono ancora ventiquattro ostaggi israeliani vivi e non sarà la forza militare a riportarli a casa.
Ogni giorno che passa, lo stato di Israele intensifica la sua offensiva militare su Gaza, massacrando civili, bombardando gli ultimi ospedali, lasciando un’intera popolazione senza via di fuga né dignità. Siamo di fronte ad un genocidio, l’Europa si è girata dall’altra parte, l’Italia deve prendere coscienza e consapevolezza e condannare questa strage di innocenti.
In questi giorni la popolazione di Gaza è stremata, ci sono bambini malnutriti che muoiono di fame e di stenti, i convogli umanitari sono fermi sulla linea di valico con oltre millecinquecento camion carichi di aiuti, bloccati dall’esercito israeliano.
Se il blocco non verrà revocato, migliaia di altre persone moriranno di fame e di malattie. Oltre sessantamila bambini, mamme incinte e anziani stanno correndo rischi imminenti.
Bisogna far cessare il fuoco e aiutare la popolazione civile.
Da marzo non entra più nessuno aiuto: la fame è usata come arma di guerra dal premier Netanyahu, al quale, grazie al silenzio dei leader europei, è consentito di fare qualsiasi cosa.
I bambini, quelli ancora vivi, hanno perso ogni speranza, non ridono più, non sognano più, ma solo piangono per la disperazione di aver perso la mamma e il papà, rimanendo soli e affamati.
In questo momento così drammatico voglio lanciare un appello al santo Padre Leone XIV, perchè si rechi nella striscia di Gaza: solo la sua presenza può portare ad un immediato cessate il fuoco, solo lui può portare una carezza, una parola di speranza in questo inferno, in questa strage di innocenti.
Non possiamo stare in silenzio, la nostra coscienza ci chiederà conto per non aver reagito. Non possiamo continuare a fare ‘salotti’, trasmissioni, tavole rotonde e quadrate mentre la gente muore.
Ricordo le parole di papa Francesco, intervistato dal giornalista Fabio Fazio: “se potessi fare un miracolo farei guarire i bambini, io non sono riuscito a capire perché soffrono”.
Oggi noi possiamo fare qualcosa, reagire, indignarci, protestare contro questo genocidio, magari inviando telegrammi, lettere di proteste presso l’Ambasciata di Israele in Italia a Roma.
Anche i Sindaci, i Presidenti di Province e Regioni dovrebbero civilmente e pacificamente fare arrivare il grido di indignazione di fronte a questa strage.
Non perdiamo la nostra dignità di essere umani di fronte al dolore, alla morte e alla disperazione di tanti bambini, di tante croci di innocenti.
Salvatore Condito


