Mancanza di lungimiranza e di programmazione negli ultimi 70 anni da parte delle amministrazioni municipali, hanno trasformato i territori a mare di molti comuni calabresi in veri e propri dormitori, nei quali regna l’assoluta assenza di servizi che possano rappresentare un polo aggregativo per i cittadini.

Non sfugge alla regola la frazione marina di Montauro, costellata di seconde case, utili per le vacanze estive ma senza una logica di sviluppo residenziale definitiva, così come avviene invece nella vicina Montepaone. Oggi però la tendenza potrebbe invertirsi con una prima pietra posta dal sindaco di Montauro e da quello di Montepaone, in seguito all’apertura della scuola primaria in località Calalunga, scuola chiusa a suo tempo per mancanza di alunni.

I ragazzi dell’Istituto Comprensivo del vicino comune potranno usufruire dei locali del quartiere marinaro in seguito all’accordo fra le due amministrazioni. Questo la dice lunga sulla sinergia fra i municipi interessati e lo spirito di collaborazione fra i due primi cittadini, che da tempo operano per la condivisione di iniziative utili al territorio.

Ieri, alla presenza di varie autorità locali c’è stato il benaugurante taglio del nastro seguito da un concerto ad opera del coro di Istituto “Voci in armonia”, insomma una piccola festa che potrebbe preludere a nuove speranze di valorizzazione del quartiere marinaro di Montauro.

Il nuovo edificio scolastico, bello spazioso ed imponente, è stato completato in tempi recenti dopo un iter piuttosto travagliato, come spesso accade quando c’è di mezzo la burocrazia, ed il sindaco Giancarlo Cerullo ha concordato col suo omologo Mario Migliarese di darlo in uso all’Istituto Comprensivo M. Squillace. Perché servisse più spazio alle classi della scuola, che comunque dispone già di un suo edificio, lo ha spiegato la preside Anna Alfeo in un intervento nel corso della manifestazione:

“Le scuole stanno muovendosi verso un’innovazione pedagogico – didattica e organizzativa, dove i ragazzi si spostano durante i cambi d’ora in aule diverse con diversa disposizione degli arredi” ha esordito la dirigente, spiegando poi nel dettaglio in cosa consiste il progetto.  L’aula diventa un ambiente funzionale a quei processi di insegnamento-apprendimento attivo, dove gli studenti diventano soggetti positivi della loro formazione.

Nel nuovo modello, gli alunni fluttuano fra “isole didattiche”, ottimizzano i tempi morti ed ecco perché avere nuovi spazi, come in questo caso, diventa importante. Una piccola folla si è radunata nel luogo della cerimonia curiosando fra le aule e plaudendo alle scelte delle amministrazioni, sempre più distanti dagli sterili campanilismi che hanno spesso rallentato lo sviluppo delle comunità del comprensorio e sempre più capaci di darsi un’organizzazione moderna e funzionale.

Domenico Narda

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