Tra gennaio e febbraio assieme a mia sorella e mio fratello ho avuto la grande possibilità di partecipare ad un programma internazionale sui diritti umani alle Nazioni Unite di New York, insieme ad altri giovani leader provenienti da tutto il mondo. Il tutto è stato organizzato dal SEF – realtà  israeliana

Tra gennaio e febbraio ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita sin qui. Per 10 giorni, assieme a mia sorella e mio fratello, ho lasciato l’Italia, casa, Jackie (il mio cane), ho messo in stand-by tutti i miei progetti per dedicarmi al 100% all’International Mock Trial on Human Rights. Organizzato dalla realtà israeliana SEF – il processo internazionale sui diritti umani ha avuto luogo a New York, nel suggestivo palazzo di vetro, dopo un processo di selezione mondiale e una intensa preparazione durata mesi (prima online, poi dal vivo a NY nei giorni precedenti all’esibizione). Divisi in accusa e difesa, gli altri ragazzi e io abbiamo recitato in quello che è stato il processo contro i crimini commessi da Ernst Rudin – il precursore del nazismo.

Prima di arrivare al grande giorno, siamo rimasti chiusi una settimana in Hotel per provare e riprovare quanto, sino a quel momento, avevamo recitato in sessioni online. I professionisti del SEF ci hanno seguito da vicino per insegnarci tutto sulla recitazione e sul credere in se stessi. Durante quei giorni ho avuto modo di immergermi come non avevo mai fatto prima nel mondo dello spettacolo – vedendo da vicino come lavorano dei veri professionisti. Dopo intense prove e giorni duri (provavamo otto ore al giorno), abbiamo finalmente processato Rudin sul palco delle Nazioni Unite, davanti a centinaia di persone. Con mio fratello e mia sorella e i nostri genitori che ci seguivano dall’altra parte del mondo. Che emozione. Sono molto grato di aver potuto vivere questa esperienza, per una questione così importante, e di essere stato seguito in questo dai migliori professionisti a livello mondiale.

È stato anche molto soddisfacente poter assistere dal vivo alla celebrazione per la giornata della memoria (27 gennaio). Per l’occasione siamo stati proprio all’ONU per assistere al discorso di Guterres. Cose che fino a quel momento avevo studiato solo sui libri di scuola, in quell’attimo le stavo toccando con mano per davvero.
Insomma, per chiudere, è stato un vero e proprio sogno. Viverlo assieme a mia sorella e mio fratello è stato ancora più bello. Recitare per un tema così toccante, con professionisti così “professionisti”, a New York, alle Nazioni Unite. Ancora adesso, a ripensarci, mi vengono i brividi.

Luca Tealdi – 3 FEBBRAIO 2023

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