Otto titoli mondiali e un talento senza tempo
È ancora lì. Non si è arreso dopo il bruttissimo incidente che lo ha visto coinvolto durante il primo round della stagione a Jerez, nel 2020. High-side, volo spettacolare nella ghiaia e omero destro fratturato. Operazione, viti, e la settimana dopo torna in pista. Ha deciso che vuol provarci: vuole correre il Gran Premio. Il weekend comincia: il venerdì scende in pista, il sabato si ferma. Non ce la fa, troppo dolore. Decide, riflettendo, di fermarsi, recuperare a pieno e tornare in sella al 100%. Ecco cosa è successo quel 19 luglio 2020. Nessuno allora, lui tantomeno, si sarebbe aspettato tutto ciò che è poi successo. Altre tre operazioni alla spalla, un tira e molla continuo tra la possibilità di chiudere definitivamente il capitolo stop e la necessità di dover andare, ancora, sotto i ferri. Nel giugno 2022, finalmente, dopo tanto travaglio, tanti mesi complicati e un altro importante problema, quello della diplopia, sommato ai fastidi del braccio, Marc Marquez si sottopone all’ultima operazione. Dopo un calvario durato due stagioni, l’otto volte campione del mondo MotoGP comincia a vedere la luce, in fondo al tunnel. Da lì in poi, il fuoriclasse di Cervera è tornato a tempo pieno nel Motomondiale: per correre, veloce, con quella guida, quello stile e quella cattiveria agonistica che lo contraddistinguono da sempre. In moto incanta, impressiona: costantemente alla ricerca del limite, il suo modo di condurre la Honda ha dovuto adattarsi, cambiando, alla rapida evoluzione delle sue condizioni fisiche. Ciò che non è cambiato, scomparso, è il suo talento innaturale, talento con cui è diventato uno dei piloti più vincenti di sempre del motociclismo mondiale. Otto titoli iridati, novantuno pole position, centotrentanove podi, ottantacinque vittorie. E l’esordio nel campionato del mondo a soli quindici anni. Che piaccia o meno, il “Cabroncito”, appellativo datogli dalla stampa, ha fatto la storia delle due ruote e riconoscere la grandezza delle sue imprese significa semplicemente amare per davvero questo sport.
Nato nel 1993 a Cervera, Catalogna, il campione spagnolo ha debuttato nella classe minore del Motomondiale, Moto 3 (all’epoca 125 cc), ad appena quindici anni. Le sue acrobazie in sella sono state evidenti a tutto il circus sin da subito: è dall’esperienza degli anni con le moto “piccole” che nasce e si consolida la sua grande capacità di essere incisivo in pista, imprimendo alle varie sessioni un ritmo forsennato. Celebri sono le rimonte dal fondo della griglia di partenza, come Estoril 2010. Celebre è la vittoria del primo titolo in MotoGP, nel 2013, al debutto. E celebre il fatto che sia rimasto al top fino al 2019, prima del doloroso infortunio.

Luca Tealdi – 3 MARZO 2023

leggi altro Redazione Telejonio
altro news

vedi anche

A Crotone la prima edizione del Trofeo “Nicola Perrone organizzato dalla KR Swim.

di Danila Letizia Crotone alla ribalta delle cronache nel week end appena trascorso perché…