Il riscontro di 12 casi di positività al Covid-19 (pari a 10,23 positivi per 1.000 abitanti), cristallizzato in una nota ufficiale dell’Asp di Vibo Valentia che ha proposto l’adozione delle misure cautelative a tutela della Sanità Pubblica – unitamente al fatto che i dati epidemiologici e di monitoraggio disponibili a livello regionale, pur registrando una flessione nell’ultimo report di monitoraggio, fanno rilevare valori dell’incidenza per 100.000 abitanti ancora non totalmente rientranti nei criteri della zona bianca – ha spinto il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì ad adottare un’ordinanza per stabilire la “zona rossa” a Nardodipace fino all’11 ottobre.
Nell’atto viene evidenziato che “la circolazione della variante cosiddetta Delta, stimata nel territorio regionale e nazionale con valori di prevalenza prossimi al 100% e, pertanto, nettamente predominante, nonché la campagna vaccinale ancora non completata e con fasce di popolazione non immunizzate, impongono di mantenere alto il livello di attenzione, sia per contenere la risalita della curva dei contagi, che per la possibile crescita del grado di saturazione nel numero di posti letto occupati in Area Medica e in Terapia Intensiva dell’intera Regione, da cui si può determinare la possibile collocazione in una fascia di rischio più elevata e l’adozione di restrizioni applicate da parte del Governo centrale per tutto il territorio regionale”.
Nei giorni scorsi, era emerso un embrione focolaio fra gli operai di Calabria Verde con successivo coinvolgimento di bambini che aveva spinto il sindaco Antonio Demasi a disporre la chiusura in presenza delle scuole. Ora, con l’ordinanza di Spirlì, le restrizioni sono rese più consistenti.
Lo stesso provvedimento di istituzione della “zona rossa” è stato adottato nei confronti della frazione di Barritteri del Comune di Seminara.


