Di Valerio Granoce
Una vera e propria mattanza di volpi quella che nelle ultime settimane ha lambito ancora i territori di Alvignanello e Ruviano
( Caserta), I numeri sconvolgono: Almeno dieci le carcasse trovate sbranate solo nello scorso mese di luglio, nelle vicinanze del corso del Fiume Volturno. Le ultime due rinvenute nel corrente mese di Agosto e segnalate da cinque testimoni. Le volpi, canidi di specie protetta di per sé molto agili e abili a sventare minacce grazie alla loro elusività e velocità, si sono dovute arrendere alle intrusione furtive e spietate di questo predatore.
Le segnalazioni sono giunte anche a Guardie Zoofile. Secondo quanto visionato e appurato da esperti, i resti presentavano segni di morsi e dentate troppo grandi per essere compatibili con quelle di un lupo. Ma chi è allora il predatore? Stando alle storie dei locali, una enigmatica bestia si aggirerebbe nottetempo, emettendo dei ruggiti acuti e gravi. Ma la storia si ripete ciclicamente, in quanto numerosi casi simili emersero anche in tempi passati ma recenti. Il giallo della belva del Volturno ebbe un picco circa 6 mesi fa, quando un residente del posto ha asserito di aver osservato un grosso animale scuro di specie sconosciuta vagare furtivo tra le campagne, mentre un contadino ci raccontò di aver rinvenuto nel suo podere, sotto un albero di ulivo, delle grosse orme di 60 cm, e i resti di un cinghiale predato. Sul groppo e sulla pancia i segni indelebili di grossi denti dal diametro di 2 cm e mezzo. Il piano mascellare del suino selvatico recante i due fori, fu recuperato e fatto visionare da un veterinario. Il caso, già attenzionato e sotto l’occhio di ingrandimento delle autorità locali e dei Carabineiri Forestali, ha visto aprirsi a nuovi e ipotetici scenari di ipotesi, da una specie non conosciuta, alla presenza di privati in detenzione illecita di ”campioni faunistici” non autoctoni. L’Italia, in particolare il casertano, detiene un triste primato su quella che è considerata ormai una terrificante e lesiva moda del momento: il traffico di animali esotici. Considerate specie ”aliene”, questi esemplari se immessi abusivamente in un determinato ecosistema che non gli appartiene, recano inevitabilmente danni ingenti alla fauna locale.



