Il lavoro della Commissione d’accesso antimafia insediata dalla Prefettura di Catanzaro al Comune di Lamezia Terme si è concluso nelle scorse ore. E sul tavolo del ministero dell’Interno è arrivata la proposta di scioglimento del consiglio comunale. Adesso tocca al governo vagliarla e comunicare la decisione definitiva. Ma il primo step si abbatte come una mannaia sull’amministrazione guidata da Paolo Mascaro, già caratterizzata da molteplici fibrillazioni (nell’ultima settimana si è dimesso anche il vicesindaco Tavella – il terzo vicesindaco che lascia l’incarico). La commissione d’accesso si è insediata l’8 giugno scorso, in seguito alle risultanze investigative dell’operazione Crisalide, contro i clan Cerra-Torcasio-Gualtieri. L’operazione aveva coinvolto il vicepresidente del Consiglio comunale Giuseppe Paladino indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, e l’ex candidato a sindaco Pasqualino Ruberto, eletto consigliere comunale e poi sospeso dalla carica per il coinvolgimento nell’operazione “Robin Hood”, che lo ha visto protagonista come ex presidente di Calabria Etica. Nell’inchiesta della Dda era stato arrestato anche il fidanzato di una consigliera comunale, Marialucia Raso.
Comune sempre più nella bufera, dunque. Qualora dovesse arrivare lo scioglimento, per Lamezia Terme sarebbe la terza volta, dopo quelle del 1991 e del 2002.

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