Per la Prima volta, vedere una festa , una giornata di ricordo, di un qualche cosa di “sacro”, quel qualcosa che ti dà sicurezza, voglia di vivere, dignità, nell’affrontare le tue giornate, quel qualcosa che ti dà una meta , un orizzonte al mattino quando parti per lavorare, già parti , per lavorare? Oggi in questo Primo Maggio in emergenza COVID 19 , chi ha un lavoro si dovrà ricordare non solo di chi non lo ha più da tempo , si dovrà ricordare di un italiano su due che lo ha perso in questa fase critica globale. Era il giorno dei cortei, era il giorno della festa di tutti, per questo 2020, non lo sarà, si va dalla giornata festosa , che coinvolgeva tanta gente nelle piazze a cantare, ad assistere a concerti , alla giornata perfettamente opposta, in un Primo Maggio Nero, dove non si può uscire , dove sono vietate gli assembramenti, dove tantissimi non lavorano più da tre mesi e dove non si può cantare, anche perché ti hanno messo una mascherina di protezione davanti la bocca. La simbologia non solo di un’ opera d’arte, esempio il Cavatore di Catanzaro, di colui che tenacemente lavora fa sacrifici lavorando e acquistando dignità quotidiana per rinascere ,
“Fa’ il mestiere che sai, che se non arricchisci camperai” – Giovanni Verga
Gianpiero Taverniti


