Il nuovo segretario generale presenta le priorità per Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia: infrastrutture, politiche industriali, sanità pubblica, contrasto alla precarietà e tutela dell’occupazione. «Trasformare il disagio in partecipazione e le vertenze in risultati concreti».
CATANZARO – 27 OTTOBRE 2026. Rimettere il lavoro al centro dello sviluppo, contrastare la precarietà, rilanciare le infrastrutture e la sanità pubblica, costruire opportunità occupazionali per fermare l’emigrazione giovanile. Sono le priorità indicate da Francesco Gatto, nuovo segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, nella relazione programmatica presentata all’Assemblea generale che lo ha eletto con un consenso pressoché unanime.
Già segretario generale della Filctem Cgil Calabria, Gatto succede a Enzo Scalese, entrato nella segreteria regionale. Porta nel nuovo incarico l’esperienza maturata nelle vertenze industriali, nella contrattazione e nella tutela dei lavoratori.
«La Calabria e la sua area centrale patiscono una condizione drammatica di marginalità», ha affermato Gatto, denunciando carenze infrastrutturali, assenza di politiche industriali, servizi insufficienti e spopolamento. Per invertire la tendenza propone una strategia che integri industria, agricoltura, turismo, energia e innovazione, superando la frammentazione degli interventi.
Infrastrutture e sviluppo
Tra le priorità figurano il completamento della Statale 106, l’alta velocità ferroviaria, l’elettrificazione della linea ionica e la sua protezione dall’erosione costiera. Gatto sollecita inoltre la valorizzazione del sistema portuale, a partire da Gioia Tauro, e un piano industriale per gli aeroporti di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone, capace di tutelare occupazione e specificità territoriali.
Per agricoltura e agroindustria chiede il rafforzamento delle filiere produttive, maggiori capacità di trasformazione delle materie prime sul territorio e un contrasto deciso a caporalato e sfruttamento.
Transizione digitale e occupazione
Particolare attenzione è stata dedicata alle conseguenze dell’innovazione tecnologica sul lavoro, soprattutto nel settore dei call center, fortemente presente nelle tre province.
L’intelligenza artificiale, se non governata, rischia di accelerare la sostituzione dell’occupazione umana. Servono quindi investimenti, formazione, riqualificazione professionale e percorsi di riconversione verso nuovi servizi digitali.
«La transizione ecologica e digitale deve produrre sviluppo occupazionale anche in Calabria, non trasferire altrove profitti e opportunità», ha ribadito Gatto, confermando il sostegno alle mobilitazioni della categoria.
Sanità, scuola e precariato
Altro capitolo centrale è la sanità pubblica, segnata da carenze di personale, mobilità sanitaria, ritardi nelle strutture ospedaliere e debolezza dell’assistenza territoriale. Il sindacato chiede il potenziamento dei servizi di prossimità e una legge regionale sulla non autosufficienza.
Sul fronte dell’istruzione, Gatto propone maggiori investimenti nel diritto allo studio, nel tempo pieno, nella tutela delle scuole delle aree interne e nel sistema universitario e della ricerca.
Resta aperta anche la questione del precariato storico, per il quale sollecita stabilizzazioni definitive e condizioni contrattuali che garantiscano retribuzioni adeguate. Negli appalti pubblici e privati richiama invece legalità, trasparenza, applicazione dei contratti collettivi, clausole sociali e sicurezza sul lavoro.
Pnrr, ambiente e politiche industriali
Critico il giudizio sull’attuazione del Pnrr in Calabria. Gatto denuncia i ritardi nella trasformazione delle risorse disponibili in opere e servizi, attribuendoli a difficoltà amministrative, carenze progettuali e assenza di una programmazione coordinata.
Chiede inoltre una politica industriale ed energetica di lungo periodo, il rilancio degli investimenti pubblici, la bonifica delle aree produttive dismesse e il rafforzamento della contrattazione collettiva contro salari poveri e contratti pirata.
Sul versante ambientale sollecita interventi contro il dissesto idrogeologico, manutenzione del territorio e nuove assunzioni nella forestazione, collegando la tutela del patrimonio naturale alla creazione di buona occupazione.
Pace, legalità e ruolo dell’Area Vasta
La relazione ha affrontato anche il contesto internazionale, ribadendo l’impegno della Cgil per la pace, la diplomazia, l’accoglienza e la difesa dei diritti umani. Sul territorio, Gatto ha richiamato la necessità di contrastare criminalità organizzata ed economia illegale, rafforzando il presidio della legalità.
Al centro della sua visione anche il rilancio organizzativo della Cgil nelle tre province.
«L’Area Vasta non è una semplice dimensione organizzativa o una sovrastruttura amministrativa e burocratica. È il nostro spazio d’azione naturale», ha spiegato, indicando nelle Camere del Lavoro luoghi di ascolto, assistenza e contrattazione per occupati, disoccupati, pensionati e giovani.
L’obiettivo è ridurre le distanze tra gruppo dirigente e territori, rafforzando la partecipazione e costruendo vertenze comuni.
«La nostra sfida sarà trasformare il disagio in partecipazione, le vertenze in una piattaforma comune, la mobilitazione in risultati concreti».
«La traccia che vi propongo prova a mettere il lavoro al centro: un lavoro dignitoso, sicuro, stabile e giustamente retribuito», ha concluso Gatto.
Un programma che intreccia rivendicazione sindacale e proposta di sviluppo, con l’obiettivo di tradurre le priorità individuate in confronto istituzionale e risultati concreti per le comunità di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.



