di Salvatore Condito
La misura è colma, il filo si è spezzato, in queste ore dilaga la protesta contro il caro benzina.
Presidi a Davoli, al bivio di Pizzo uscita dall’autostrada, sono agricoltori e rappresentanti delle organizzazioni che gestiscono i Tir, la Calabria si è svegliata.
Rabbia e disperazione, scene di famiglie che non riescono più ad arrivare a fine mese: purtroppo, il “caro benzina” sta portando ad un aumento dei prezzi nella distribuzione, dalla frutta ai beni di prima necessità.
Si respira un aria di impotenza, i prezzi sono ormai fuori controllo, nell’indifferenza generale di una politica che non riesce più a capire il dramma silenzioso e dignitoso che vivono tante famiglie con figli minori ai quali non riescono più a garantire il minimo indispensabile.
Dall’estremo Nord alla Sicilia, il costo della vita è diventato ‘proibitivo’: i fitti delle case come i beni necessari a vivere stanno diventando un lusso, nei supermercati tante persone guardano i prodotti e cercano di fare salti mortali per comprare le cose essenziali.
La pressione fiscale aumenta, insieme ai costi energetici (luce, gas, acqua) oltre alle tasse comunali (IMU, tassa rifiuti) insomma, a fine anno le famiglie chiudono in rosso, molti fanno debiti e si rivolgono a “finanziarie creative”, per poi trovarsi in situazioni disperate, aumentano i pignoramenti.
Ora è il tempo della “solidarietà condivisa”: chi guadagna di più deve contribuire con una piccola tassa a finanziare un fondo in grado di aiutare famiglie fragili a rischio povertà, una parola quest’ultima sempre più presente.
Un autunno grigio si intravede all’orizzonte: tasse e disagi economici che portano famiglie a vivere sempre più sotto stress, perdendo il senso dell’equilibrio in una società che rischia il tracollo delle sue fondamenta principali.
Serve pensare ad una politica del Welfare, non si più aspettare, occorre tassare gli extraprofitti, chi ha guadagnato o meglio ‘speculato’ deve contribuire economicamente ad aiutare le famiglie.
In Italia ora è arrivato il momento delle scelte: tagliare gli sprechi, gli stipendi e le pensioni d’oro, non si può tollerare di assistere a sprechi di lussi di persone che hanno stipendi stratosferici facendo filosofia con chi non arriva a farsi una spesa dignitosa.
Ora più che mai servono impegni, fatti e scelte drastiche da parte di chi gestisce i canali dell’economia, l’Europa deve riprendersi la sua dignità e capacità di autodeterminarsi, i fondi devono ora più che mai essere investiti a sostenere il tessuto produttivo che a sua volta garantisce lavoro e beni che mandano avanti la nostra nazione.
Non servono più parole ma fatti che devono tradursi in azioni concrete, altrimenti si rischia di alterare gli animi, la disperazione arriva a situazioni di non ritorno, ora la politica ad ogni livello deve dare ‘segni concreti’ di solidarietà e capacità di entrare nel vissuto di chi soffre e vive in situazioni di bisogno.


