Mentre i lavoratori e le famiglie vengono stritolati da una speculazione economica senza freni (arrivando persino ad essere felici per un pieno a 2,50 euro al litro), c’è chi ha i soldi da buttare per comprarsi intere pagine sui giornali, mettere in mostra loghi e recapiti e prepararsi la vetrina per la prossima candidatura.
I blocchi selvaggi non scalfiscono i colossi del petrolio o le speculazioni finanziarie, finiscono per colpire solo chi si spacca la schiena, i più fragili e le famiglie che stanno già affogando nei debiti.
Smascherare questa farsa non significa negare la crisi. Significa impedire che il dramma di chi non arriva a fine mese venga trasformato nella passerella della solita borghesia in cerca d’autore.
La sofferenza non è merce da campagna elettorale. Statene certi che tra qualche mese, quando questa messinscena si sarà spenta, ritroveremo i nomi di questi paladini stampati dritti sulle schede elettorali, pronti a incassare la poltrona per cui hanno usato la disperazione di tutti noi.
Francesco Di Lieto – Codacons Calabria


