di Danila Letizia
Un’attestazione di grande stima nei confronti dello studioso Alessandro Barbero ha dimostrato il capoluogo al Teatro Politeama “Mario Foglietti” per il suo intervento, da solo in proscenio, sulla figura di San Francesco d’Assisi, in occasione dell’uscita del suo libro dedicato.
Un elemento fondamentale ha posto Barbero al pubblico, prima di tutto, cioè la difficoltà, per uno storico, di arrivare ad una univa versione dei fatti supportati da un’alta dose di attendibilità quando di quei fatti esistono, nel corso delle epoche, vari testimoni ed ognuno anche con una propria personale interpretazione.
Dalla sua opera, frutto come sempre di meticolosa ricerca e studio, si ricava una figura del santo, patrono d’Italia, per alcuni aspetti inedita, certamente non perfettamente combaciante con l’immagine trasferita e tramandata per secoli volutamente da chi aveva tutti gli interessi a tralasciare di Francesco i lati più umani con il fine di fare da esempio.
Ed ecco che Barbero ha iniziato a raccontare di Francesco che sapeva scrivere ma non era un uomo colto e che chiamò un giorno il suo fedele Frate Leone e dettò dicendogli: “Scrivi cos’è la vera letizia”.
Di Francesco esistono, in realtà – abbiamo appurato dallo storico- due soli biglietti autografi, uno conservato ad Assisi e l’altro a Spoleto.
Della sua vita e della sua attività intenzionalmente seguita all’improvviso cambiamento di vita, papa Gregorio IX, dopo la canonizzazione nel 1228, commissionò a Tommaso da Celano la prima biografia autorizzata e l’autore scrisse “La vita prima” poi Il “Memoriale” anche se il titolo improprio è “Vita secunda sancti Francisci” nel quale appare l’episodio di Francesco che scende da cavallo per baciare un lebbroso che si scope essere Gesù e dunque un’apparizione miracolosa.
Fu, nel 1260 San Bonaventura a scrivere l’unica vita su Francesco facendo una selezione di cose che ritenne molto umane.
Il sindaco Nicola Fiorita ha espresso sul palco, soddisfazione per l’organizzazione da parte dell’amministrazione comunale, di questa presenza <abbiamo raggiunto il tutto esaurito in dieci minuti – ha detto rivolto al professore Barbero, accompagnato dall’editore Laterza – addirittura meglio di una rockstar il che testimonia la sete di Sapere e di Cultura di questa città>.



