di Danila Letizia

Explorer ed experience sono le parole chiave attorno alle quali la direttrice artistica del teatro Rendano a Cosenza, Chiara Giordano, ha inteso confezionare il nuovo cartellone a partire dall’inaugurazione che si è svolta in pomeridiana con “Bolero” domenica scorsa.

Due quadri firmati da due personalità coreografiche legate alla terra di Calabria cioè Salvatore De Simone, coreografo e ballerino calabrese, originario di Rossano, Cosenza, noto per la sua carriera come danzatore nella prestigiosa Company Wayne McGregor di Londra e come coreografo e per il Royal Ballet di Londra e Filippo Stabile che da dodici anni è Tecnico Qualificato all’insegnamento della danza riconosciuto dall’Unione Europea per le tecniche accademiche e la danza contemporanea e provenendo dal Modem Pro promosso da Scenario Pubblico a Catania, dal 2015 è referente del dipartimento danza del festival Armonie D’Arte Festival al Parco Archeologico Scolacium di Roccelletta di Borgia.

I due momenti intesi proprio come due atti distinti hanno avuto come denominatore comune la musica del Bolero di Maurice Ravel ed il simbolo del cerchio che nella coreografia originaria rappresenta la piattaforma  su cui si svolge l’intero movimento coreutico e che ha acquisito nelle due rappresentazioni innovative di De Simone e di Stabile la connotazione di elemento visivamente riproposto, ripetuto come potrebbe essere un mantra a livello vocale e sicuramente con lo stesso effetto ipnotico e simbolico della completezza, dei cicli della vita, dello yin e dello yang che è insito in ognuno di noi e dal cui dialogo dipende il nostro equilibrio esistenziale.

La struttura musicale del rullante nella prima coreografia, padroneggiata dal bianco e dal rosso, si è soffermata un po’ di più prima di introdurre gli altri strumenti del secondo tema melodico proprio del Bolero mentre nella seconda parte che ha mantenuto gli stessi colori  con l’aggiunta del nero e dell’oro, i ballerini hanno avuto modo di sintonizzare i propri movimenti anche ad un effetto urban di suoni elettronici che hanno riprodotto lo xilofono accanto ai suoni principali del flauto rispettando il crescendo del finale compositivo.

L’obiettivo di Chiara Giordano è stato raggiunto cioè di fare del Rendano la casa della meraviglia in cui il pubblico potrà stupirsi ogni volta di quanto l’effetto magico della dimensione artistica, in una combinazione di stili di tradizione ed innovativi, possano apportare Bellezza nel proprio quotidiano.

Prossimi appuntamenti il 31 ottobre con Giselle, 14 e 16 novembre con la Carmen.

 

 

 

 

 

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