Continuerà il prossimo 5 febbraio il processo a carico degli imputati che hanno scelto il rito abbreviato nel processo che prende il nome dall’operazione “Stammer” che nel gennaio scorso ha scoperto un giro di traffico internazionale di stupefacenti. In quella giornata il pubblico ministero farà la sua requisitoria, come stabilito secondo il calendario del Gup di Catanzaro, Assunta Maiore.

Nella scorsa udienza erano state 35 le richieste di rito abbreviato ammesse dallo stesso giudice ai quali oggi si sono aggiunti anche Michele Villì e Angelo Rizzuto, posizioni stralciate in quella precedente per difetto di notifica.

Per Enzo Messina, che aveva chiesto il rito abbreviato condizionato, il giudice ha acconsentito alla richiesta dell’avvocato Salvatore Cerra di ammettere una perizia fonica e oggi hanno così giurato i periti che dovranno esaminare le intercettazioni in cui compare l’imputato. Per quanto riguarda questo filone, il processo riprenderà il 17 gennaio quando discuteranno gli avvocati. Tra gli imputati, ci sono Rosario Arcuri; Massimiliano Bufalini; Francesco Buonvicino; Antonino Cannizzaro; Gregorio Cannizzaro; Giuseppe Capano; Wael Chanboura; Rocco Cutrì; Pasquale Feroleto; Antonino Fogliaro; Domenico Iannello; Domenico Lentini; Aurelio Mandica; Luigi Mannarino; Giuseppe Mercuri; Carlo Mussari; Giuseppe Vittorio Petullà; Salvatore Pititto; Massimo Polito; Ergis Rexha; Calogero Rizzuto; Francesco Serrao; Domenico Stagno; Francesco Ventrici; Oksana Verman; Filippo Fiarè; Giuseppe Iannello; Salvatore Paladino; Antonio Ruggiero; Fortunato Baldo; Armando Galati; Mariantonia Mesiano; Giuseppe Pititto; Giuseppe Grimaldi.

Nell’operazione “Stammer” gli inquirenti hanno definito come la ‘ndrangheta fosse interlocutrice privilegiata dei narcos sudamericani. È questa, infatti, una delle principali accuse mosse dalla Dda che ha coordinato le complesse indagini del Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro. È stata scoperta quella che gli inquirenti hanno definito un’organizzazione estremamente articolata, composta da diversi sodalizi criminali, riconducibili alla ‘ndrina Fiarè di San Gregorio d’Ippona, alla ‘ndrina Pititto-Prostamo-Iannello di Mileto ed al gruppo egemone sulla contigua San Calogero, tutte considerate satelliti, ma non per questo meno pericolose, della cosca dei Mancuso dei Limbadi. Clan calabresi, come hanno sostenuto gli investigatori, assolutamente a loro agio nel contrattare direttamente con i “Cartelli Sudamericani”. Nel corso delle indagini era stato possibile ricostruire anche un progetto, poi non realizzato, di trasporto di ingenti quantitativi di cocaina con un aereo utilizzando come scalo d’arrivo l’aeroporto internazionale di Lamezia, per il quale sarebbero coinvolti il lametino Pasquale Feroleto e il cognato Enzo Messina.

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