di Francesco Stanizzi

L’Illustrissima Congrega eccezionalmente coopta per l’occasione nella giuria un medico legale e un artista.

Catanzaro patria e unica città al mondo dove si può gustare questa pietanza deliziosaSerata indimenticabile a Catanzaro Lido, dove “a fettina d’o Zzu Toninu” ha accolto una qualificata delegazione dell’Illustrissima Congrega del Morzello Catanzarese, fondata nel secolo scorso dal grande Cesare Mulé, e capitanata dal Cavaliere del Morzello Luigi Stanizzi e dal Gran Ciambellano Umberto Falvo, che per l’occasione hanno cooptato nella giuria personalità d’eccezione: il re del commercio Tonino Sciarrone, pioniere delle attività economiche a Bellavista di Catanzaro e ambasciatore nel mondo delle eccellenze catanzaresi; la dottoressa Anna Bruno, medico legale di eccezionale buon gusto, eleganza, generosità e sensibilità sociale; il dott. Mimmo (il cognome rimane in incognito) che nonostante il morzello sia piccante, senza un po’ di ‘ndujia si sente a disagio; e poi il grande artista poliedrico, scultore, chef (in privato) rinomato Luigi Verrino, fondatore della celeberrima Calabroparati; e l’inseparabile compagna, la pianista Nina. Un tavolo imbandito, da re, da fare invidia: morzello di vitello fumante e pitta a ruota di carro, morzello di baccalà, soffritto, polpette di carne, patate e peperoni, soppressate, salsicce, capocollo, guanciale, formaggio, olive schiacciate, virdeddha (lumache, a carna de lavoratori) tutto rigorosamente fatto in casa. E seducenti effluvi di vini, unicamente calabresi. Fantastico. Nec plus ultra. L’Illustrissima Congrega del Morzello, fondata nel 2003 da un manipolo di amici veri sotto l’egida dell’ex sindaco storico di Catanzaro Prof. Cesare Mulè, ha fatto così irruzione “a sorpresa” nel locale di Lido, segnalato opportunamente dal Cav. Sciarrone, ed ha decretato – con giudizio unanime e insindacabile – sulla qualità del Morzello servito: “Eccellentissimo e Sopraffino”. Al giudizio generoso della rinomata, prestigiosa, autentica, incorruttibile Commissione, hanno contribuito la gentilezza, disponibilità, simpatia e autenticità del titolare, Tonino Zangari, coadiuvato eccezionalmente per l’occasione dal figlio Pietro e signora. La premiazione sfata un mito: è vero che Catanzaro è l’unica città al mondo in cui si prepara il morzello, ma i confini con U Zzu Toninu si allargano e arrivano nientemeno che a… Catanzaro Lido! Tonino è figlio d’arte, il suo locale è ristorante, trattoria, macelleria, griglieria, tutto ad alti livelli, e si prepara anche pesce. Sempre aperto, lui è sempre lì, non ha mai fatto un giorno di ferie. Ha il vizio inguaribile del lavoro: uno su mille in Calabria soffre di questa sindrome, anzi, uno su un milione. Nel caso d’o Zzu Toninu, per la gioia di tutti noi. Qualità massima, prezzi minimi: primo, secondo, contorno, un quarto di vino: 15 euro! Che vuoi di più! Ed ecco anche l’Albero genealogico: Antonio Zangari nato a Catanzaro il 10 marzo 1951, Piero Zangari nato a Davoli 29 settembre 1915 figlio di Francesco Zangari. La famiglia, originaria di Davoli, inizia la sua attività nel settore macellazione carni nel lontano Novecento, tramandando di generazione in generazione l’attività, creando a Catanzaro una vera e propria istituzione. Antonio (Toninu) inizia da piccolissimo a intraprendere la sua strada nella bottega di famiglia, dimostrando subito una grande passione e devozione per il mestiere. Lavora in importanti macelli, non solo a Catanzaro ma anche nella Capitale. Quando rientra da Roma decide di aprire una sua attività, che nel 2011 trasforma in quello che adesso è “a fettina d’o Zzù Toninu”, amico storico e fraterno del grande chef Peppino Sirianni, onore e vanto della Calabria, che ha scritto il fortunato e prezioso ricettario “Guliji”. Al momento della consegna della pergamena, che certifica la grande qualità del morzello, il locale è gremito di amici e clienti che degustano con gioia, fra cui un tavolo di veneziani. Qui, se si vuole e fa piacere, si comunica con tutti. I veneziani sono rimasti favorevolmente colpiti quando, fra una chiacchiera e l’altra, hanno appreso del legame storico tra Cropani (in provincia di Catanzaro) e Venezia, che risale all’anno 831 per le reliquie di San Marco Evangelista. Nel corso del trasferimento delle spoglie di San Marco, trafugate da Alessandria d’Egitto verso Venezia, una violenta tempesta nel Golfo di Squillace fece naufragare la nave veneziana sulle coste di Cropani. Gli abitanti del borgo calabrese salvarono e ospitarono i marinai. Per ringraziarli dell’aiuto ricevuto e in seguito a un voto fatto in mare, i veneziani lasciarono in dono a Cropani una reliquia, la rotula del ginocchio destro del Santo, custodita ancora oggi nel duomo del paese, l’Insigne Collegiata di Santa Maria Assunta. Secondo la tradizione e antichi documenti, in segno di eterna gratitudine gli abitanti di Cropani ricevettero anche il titolo di cittadini veneziani. E così non pagarono i noli sulle merci. Una visita dei nuovi amici (e a questo punto concittadini) veneziani a Cropani, quindi, è già programmata nel fine settimana. Nell’accogliente locale d’o Zzu Toninu (lo chiamano tutti così, ha quindi migliaia di nipoti che serve a tavola!) le signore e i signori veneziani sono rimasti suggestionati da questo racconto, nella bellissima serata trascorsa al ristorante di Catanzaro Lido. Stessa suggestione per i ragazzi di Cortale, seduti al tavolo a fianco, pronti a sfidare il morzello catanzarese e a proporre i famosi insuperabili fagioli cortalesi. Una sfida lanciata dal titolare della “Fossa del lupo”. Non possiamo tirarci indietro! Sarebbe una viltà. Prossima performance quindi in trasferta, a Cortale, stessa formazione. Ma ci vuole tempo, anche in questo caso c’è bisogno di una seria preparazione, sotto ogni profilo, compreso quello fisico.

leggi altro Redazione Telejonio
altro news

vedi anche

Autotrasporto, Confartigianato Calabria al fianco di Unatras: servono risposte sul gasolio e tempi certi per gli aiuti.

Il Governo convoca le associazioni il 27 ottobre al MIT. L’organizzazione regionale rilanc…