di Salvatore Condito

Ci sono professionisti che, grazie alle loro competenze, alla loro esperienza e ai risultati ottenuti nel corso della loro carriera, diventano un punto di riferimento ben oltre i confini del territorio in cui operano. Tra questi spicca l’eccellente figura del dottor Francesco Vommaro, grande medico ortopedico, responsabile della Struttura Semplice “Deformità Vertebrali” presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Professionista riconosciuto e apprezzato, a livello internazionale, per la sua elevatissima preparazione, esperienza e attenzione verso la persona e l’elevato livello della sua attività chirurgica, è una delle Eccellenze calabresi trapiantate al Nord. Molti calabresi, quando si trovano ad affrontare interventi ortopedici complessi, scelgono di affrontare lunghi viaggi fino a Bologna per affidarsi alle sue cure.

Una scelta che comporta sacrifici economici, logistici e familiari: spostamenti, soggiorni fuori regione e la necessità di essere assistiti lontano dalla propria casa. Questo fenomeno apre inevitabilmente una riflessione più ampia sul sistema sanitario e sulla cosiddetta mobilità sanitaria. Ogni anno migliaia di cittadini del Sud sono costretti a cercare altrove quelle professionalità o quelle strutture che ritengono più adatte alle proprie esigenze. È una situazione che pesa sulle famiglie e che comporta anche un significativo costo economico per le regioni di provenienza. Di fronte a professionisti di altissimo livello come Francesco Vommaro, sorge spontanea una domanda: perché non creare le condizioni affinché competenze di questo calibro possano essere messe a disposizione anche della Calabria? Sarebbe possibile sviluppare collaborazioni, programmi operatori o iniziative che consentano ai pazienti di essere curati nella propria regione, senza dover affrontare lunghi e costosi trasferimenti? La sanità non è fatta soltanto di ospedali e tecnologie, ma soprattutto di donne e uomini che, con competenza e dedizione, fanno la differenza nella vita dei pazienti.

Quando un medico conquista la fiducia di tante persone, il riconoscimento va certamente alla sua professionalità. Allo stesso tempo, è legittimo chiedersi come il sistema possa favorire una più ampia accessibilità a tali competenze, riducendo le difficoltà che molti cittadini affrontano per ricevere le cure che ritengono migliori. Il dibattito sulla valorizzazione delle eccellenze sanitarie deve tradursi in progetti concreti, capaci di offrire ai cittadini calabresi un’assistenza sempre più qualificata senza costringerli, quando possibile, a lasciare la propria terra per cercare altrove ciò che desidererebbero trovare vicino a casa.

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