Decisione del Tdl: scarcerato Catrambone
Venerdì 30/07/2010 - Cronaca
Lascia il carcere Giovanni Catrambone, uno dei tre arrestati per il duplice omicidio dei gemelli Vito e Nicola Grattà, avvenuto a Gagliato lo scorso 11 giugno. Ieri mattina, il Tribunale del riesame di Catanzaro ha accolto l'istanza di revoca del provvedimento presentata dal difensore del giovane, l'avvocato Giovanni Caridi. Catrambone era stato arrestato dai Carabinieri lo scorso 2 luglio assieme ad Alberto Sia (figlio di Vittorio Sia, il presunto boss ucciso a Soverato il 22 aprile scorso) e Patrick Vitale con l'accusa di concorso in omicidio, furto aggravato, lesioni e porto abusivo di arma da fuoco. Per loro, l'accusa è di aver partecipato all'omicidio dei gemelli di Gagliato, come risposta, secondo gli inquirenti, all'assassinio di Vittorio Sia. La ricostruzione storica dei fatti presentata ai giudici del riesame dall'avv. Caridi - in aula era presente anche il sostituto procuratore della Dda Vincenzo Capomolla, titolare del fascicolo assieme al procuratore aggiunto Salvatore Murone - ha evidentemente inciso favorevolmente sul quadro indiziario a carico di Catrambone che, così, lascia il carcere di Siano, dov'era rinchiuso dal 2 luglio su disposizione del giudice per le indagini preliminari Emma Sonni. Alla base degli arresti messi in atto dai carabinieri stavano intercettazioni telefoniche e ambientali e riscontri investigativi in base ai quali i tre giovani avrebbero rubato a Catanzaro, nella notte tra il 27 e il 28 maggio, lo scooter Yamaha utilizzato per l'agguato ai Grattà. Lo stesso motociclo era stato rinvenuto bruciato a Petrizzi, non distante dal luogo dell'omicidio. Secondo gli investigatori, si sarebbe trattato di una zona che sarebbe sotto il controllo di Sia e degli altri fermati. Nello stesso sito, i militari hanno rinvenuto una pistola calibro 9x19, bruciata assieme allo scooter, «assolutamente compatibile con quella utilizzata per l'agguato», come affermato dal procuratore Murone. Tutta una serie di indizi che aveva portato gli inquirenti a Sia, Vitale e Catrambone. Per quest'ultimo, dunque, il quadro giudiziario potrebbe assumere ora un altro indirizzo, alla luce della sua scarcerazione. (
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