Catanzaro: Incendiario per gelosia
Venerdì 30/07/2010 - Cronaca
PRIMA il parabrezza rotto, poi l'incendio dell'auto. A distanza di soli due mesi. Nel pieno centro di Lido. E in piena notte. Due episodi gravi, rispetto ai quali la vittima, fin dall'inizio, aveva escluso alcun collegamento con l'attività imprenditoriale svolta. E le indagini portate avanti dai poliziotti del Commissariato di Lido gli hanno dato ragione. Il movente di quei danneggiamenti sarebbe, infatti, da ricercare nella gelosia maturata contro Valerio Staffa da un giovane del posto che, senza esitare, avrebbe dato sfogo al proprio sentimento di vendetta, per poi rendere pubbliche le sue gesta tra amici e conoscenti. Una mossa sbagliata che, alla fine, aveva permesso agli uomini di Giacomo Cimarrusti di mettersi sulle tracce del ventisettenne A. M., a carico del quale pende adesso l'accusa di danneggiamento aggravato. Ipotesi di reato formulata contro di lui dal sostituto procuratore Elio Romano, sulla scia della dettagliata informativa depositata in Procura dai poliziotti che, da marzo ad oggi, non hanno smesso di stare col fiato sul collo del presunto autore dei due episodi criminosi e dei suoi amici. Anzi, è stato proprio il contributo fornito da questi ultimi, alla fine, a permettere alla polizia di chiudere il cerchio sulla posizione del ventisettenne, che, peraltro, stando sempre alle dichiarazioni raccolte tra le diverse “persone informate sui fatti”, avrebbe avuto intenzione di continuare nella sua attività persecutoria, lasciando un cuore di vacca sull'auto del padre del “riva - le, ovvero dell'imprenditore Mimmo Staffa. Ma la polizia è stata più veloce di lui, così A. M. dovrà adesso vedersela con il magistrato che ha aperto a suo carico un fascicolo. Lo stesso magistrato che, tuttavia, quanto prima, potrebbe dargli la possibilità di fornire la propria versione dei fatti sui due episodi di danneggiamento aggravato che gli vengono contestati. Il primo, commesso a marzo, con la rottura del parabrezza dal valore di 4 mila euro, il secondo, a maggio, con le fiamme che hanno distrutto la Bmw serie 335, di colore bianco, che si trovava parcheggiata sul lungomare di Lido, a pochi metri dal lido Santafè, di proprietà della vittima. Accanto all'auto, una bottiglia di plastica con dentro tracce di liquido infiammabile, unica traccia di una vendetta che, secondo la polizia, sarebbe stata dettata dalla gelosia. Al giovane e al suo avvocato il compito di dimostrare il contrario.
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