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Lunedì 06/02/2012 - Cronaca
Una targa per il brigadiere Tripodi «Perché la memoria si fortifichi» - Cronaca - TeleJonio

Perché la memoria si sviluppi e si fortifichi, e perché ci aiuti a distinguere il bello dal brutto, il vero dal falso. É la frase più significativa della messa in Santa Maria della Pietà, dedicataieri al brigadiere Carmine Tripodi, Medaglia d'oro al valore militare, assassinato il 6 febbraio 1985. La celebrazione è stata presieduta dal vescovo p. Giuseppe Fiorini Morosini, insieme al parroco don Pino Strangio, a don Vincenzo Ruggero, cappellano dell'Arma e don Nicola Vertolo. In prima fila c'erano il Comandante regionale dell'Arma gen. Adelmo Lusi, il comandante provinciale, col. Pasquale Angelosanto, il comandante territoriale di Locri, col. Giuseppe Di Liso, il maggiore Alessandro Mucci del Nucleo investigativo, i comandanti delle compagnie di Bianco, Locri e Roccella, Francesco Donvito, Nico Blanco e Marco Comparato, il capitano della Capitaneria di Porto di Roccella Antonio Ripoli, il comandante della Guardia di Finanza di Locri, Ferdinando Mazzacuva, il vicequestore di Bovalino, Giovanni Arcidiacono, il procuratore capo di Locri, Giuseppe Carbone e il comandante della stazione forestale di San Luca, ora di Caraffa del Bianco, Santo Gregoli.
San Luca, soprattutto quella che vive con lo stato e per lo stato, e onora e ama i suoi rappresentanti, era rappresentata dal sindaco Sebastiano Giorgi, e da una delegazione della Fondazione Corrado Alvaro e l'associazione culturale "Il nostro tempo e la speranza". Malgrado la giornata festiva, i banchi della chiesa erano occupati da molti ragazzi della scuola media ed elementare, guidati dal dirigente Domenica Cacciatore, e da tanta, tantissima gente, giovani soprattutto.
Padre Giuseppe Fiorini Morosini, nel ricordare la figura del giovane brigadiere, ha detto: «La sua commemorazione, a distanza di 27 anni, può diventare un messaggio importante, soprattutto per voi giovani, se ci convinciamo che questa giornata è la celebrazione della coscienza civile e religiosa che riflette sul nostro passato per costruire un futuro migliore. La fede – ha continuato – è una proposta di vita. o sia accetta o si rifiuta. Chi ha ucciso il giovane brigadiere Tripodi era lontano da questi valori. E quando si uccide un rappresentante dello Stato, si uccide i valori fondanti sui quali uno Stato si regge: giustizia, civiltà, amore, solidarietà, convivenza civile».
Subito dopo la messa, il corteo si è spostato nella piazza a Tripodi, dove è stata deposta una corona di alloro e scoperta una targa offerta dal Comune.

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